Settore Technology - ARR di OpenAI a 50 miliardi di dollari

Il dato evidenzia un ritmo di adozione dell’AI sostenuto e offre sostegno ai titoli italiani esposti al tema, tra cui STMicroelectronics, Prysmian, Technoprobe

Autore: Redazione
Vista dall’alto di un chip elettronico

Canva

Fatto

Secondo il Financial Times, OpenAI ha raggiunto un Annualized Recurring Revenue (ARR) di quasi 50 miliardi di dollari a settembre 2026. Il dato è inferiore ai 70 miliardi di dollari riportati nelle scorse settimane da diversi media sulla base delle informazioni allora disponibili agli investitori.

La notizia è stata pubblicata dopo la chiusura dei mercati europei, ma con Wall Street ancora aperta, e ha coinciso con una debolezza di alcuni titoli maggiormente esposti al tema AI.

L'ARR (Annualized Recurring Revenue) rappresenta una misura annualizzata dei ricavi ricorrenti ed è una delle metriche più utilizzate per monitorare la crescita di società basate su modelli in abbonamento.

Nel caso di OpenAI e Anthropic, è considerata un indicatore chiave dell'andamento della domanda di AI generativa e della sostenibilità del ciclo di investimenti nel settore.

Effetto

Secondo alcune ricostruzioni, il confronto tra i 50 miliardi di dollari e i 70 miliardi di dollari potrebbe essere fuorviante, poiché le due cifre non risultano direttamente comparabili.

I 70 miliardi di dollari rappresentavano infatti una stima "lorda" elaborata dal mercato per rendere confrontabili OpenAI e Anthropic, che adottano criteri contabili differenti. OpenAI contabilizza i ricavi al netto delle commissioni riconosciute ai distributori dei propri modelli (tra cui Microsoft), mentre Anthropic tende a riportarli al lordo.

Il dato di 50 miliardi di dollari appare invece coerente con i precedenti livelli di ARR (10 miliardi di dollari e 20 miliardi di dollari a giugno e dicembre 2025, fonte: società, e circa 40 miliardi di dollari ad agosto 2026, fonte: stampa).

Sulla base di tali dati, l'ARR sarebbe aumentato da circa 15 miliardi di dollari a settembre 2025 (ottenuto interpolando giugno e dicembre) a 50 miliardi di dollari a settembre 2026, implicando una crescita di circa +233% su base annua.

Riteniamo che il dato evidenzi un ritmo di adozione dell’AI sostenuto offrendo una lettura di supporto ai titoli italiani maggiormente esposti al tema, tra cui STMicroelectronics, Prysmian, Technoprobe, LU-VE e Carel.



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