Saipem - CADE approva combinazione tra Saipem e Subsea7

L’ultimo ostacolo potenzialmente significativo alla fusione è l’approvazione dell’antitrust UE.

Autore: Redazione
Drone sottomarino Hydrone di Saipem in azione, impiegato per ispezioni e monitoraggio di infrastrutture offshore.

Fatto

Saipem ha annunciato ieri che il tribunale del Conselho Administrativo de Defesa Econômica (CADE), l’autorità antitrust brasiliana, ha approvato la proposta di combinazione tra Saipem e Subsea7 per creare Saipem7.

L’approvazione è subordinata al rispetto degli impegni previsti nel Merger Control Agreement. Subsea7 e Saipem si sono impegnate a cedere la Seven Borealis per rispondere ai rilievi concorrenziali sollevati dal tribunale del CADE durante l’istruttoria.

L’impegno include disposizioni specifiche per garantire la continuità nell’esecuzione del backlog di progetti esistente.

La cessione non dovrebbe incidere in modo significativo sul razionale strategico della combinazione proposta, e le sinergie annunciate in precedenza sono confermate.

Subsea7 e Saipem restano fermamente impegnate nella combinazione proposta. Continueranno a collaborare in modo costruttivo con le autorità competenti per ottenere rapidamente il soddisfacimento (o, ove applicabile, la rinuncia) delle restanti condizioni previste dal progetto comune di fusione approvato dagli azionisti di entrambe le società.

Effetto

L'opinione degli analisti di Intermonte 

A nostro avviso il via libera del CADE rappresenta una notizia positiva, nonostante la richiesta di rimedi. La Seven Borealis è la nave strategica di punta di Subsea7, costruita nel luglio 2012. Si tratta di una nave posatubi e heavy-lift progettata per i requisiti più stringenti degli attuali progetti in acque profonde e ultra-profonde, massimizzando produttività ed efficienza.

Si stima che la costruzione della Seven Borealis sia costata circa 0,5 miliardi di dollari USA, mentre oggi una nave simile costerebbe circa 0,8-1,0 miliardi di dollari USA.

Le sinergie sono state confermate a circa 300 milioni di euro a regime, pari a circa il 9% dell’EBITDA combinato.

Con questa decisione favorevole del CADE, 11 delle 16 autorità antitrust chiamate a esaminare l’operazione hanno dato il via libera.

L’ultimo ostacolo potenzialmente significativo alla fusione è l’approvazione dell’antitrust UE. La Commissione europea è competente per via delle dimensioni dell’operazione.

La sua analisi non si limita ai progetti situati nell’UE: valuta l’effetto della fusione sulla concorrenza nei mercati rilevanti che servono clienti europei, anche quando molte attività o contratti sono localizzati fuori dall’Europa.

La revisione della Commissione sulla fusione Saipem-Subsea7 è ancora in Fase 2 e il calendario è sospeso dal 25 agosto per effetto dello “stop the clock”.



Azioni menzionate

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