PIRELLI - Advisor al lavoro sulla quota di Sinochem
Corriere della Sera: stallo sulla vendita del 34,1% di Sinochem in Pirelli

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Fatto
Secondo quanto riportato dal Corriere Economia, gli advisors di Sinochem non avrebbero trovato compratori in relazione alla loro partecipazione in Pirelli pari al 34,1%.
Sembrerebbe che il punto di rottura risiede nel fatto che Sinochem vorrebbe un premio alla luce dei diritti di governance connessi alla stake. Tuttavia, tale orientamento potrebbe cambiare alla luce del Golden Power recentemente applicato, il quale in sostanza inasprisce le prescrizioni già in vigore dal 2023, limitando di molto il peso nella governance
* e rendono l’investimento cinese sempre più di tipo finanziario. Gli advisors sarebbero dunque al lavoro per trovare una soluzione, tra le quali spunta anche la segregazione in un altro veicolo (ricordiamo che il Golden Power si applica anche ad altri soggetti controllati dallo Stato cinese (State-owned Assets Supervision and Administration Commission).
* (solo 3 consiglieri, no CEO e Presidente, no comitati, no condivisione di budget e strategie, no cash pooling e condivisione di sistemi informativi)
Effetto
L’articolo del Corriere mostra la situazione di stallo per quanto riguarda la situazione di Sinochem; tuttavia, sembra aprire alla possibilità di un’evoluzione in seguito alla recente applicazione del Golden Power, il quale limita ulteriormente il peso dell’azionista cinese nella governance di Pirelli.
Confidiamo in un esito positivo della vicenda, supportato dalla fiducia mostrata da Camfin attraverso il significativo incremento della propria partecipazione negli ultimi due anni.
Pirelli scambia attualmente a un EV/EBIT 2026 di 7,08x, con uno sconto del 20% rispetto ai principali competitor (Continental, Michelin, Bridgestone, che quotano a circa 8,8x), nonostante prospettive superiori in termini di crescita organica, margini, rendimento del capitale (ROIC) e generazione di cassa.
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