Iveco Group - Risultati deboli, focus sull'offerta di Tata
EBIT adjusted 30/106 milioni di euro (margine 0,9/1,1%), -73/-73% su base annua. Tata a un soffio dal 90% (termini aperti fino al 6 novembre)

Fatto
Ieri sera dopo la chiusura Iveco ha pubblicato i risultati del terzo trimestre e dei nove mesi 2026.
In dettaglio
- Ricavi 3,16/9,75 miliardi di euro, +1/3% su base annua, con Trucks +4,5/0,6% (volumi +9/+8%), Bus -6/+14%, Powertrain +9/+6%.
- EBIT adjusted 30/106 milioni di euro (margine 0,9/1,1%), -73/-73% su base annua, impattati da maggiori costi per la qualità e inflazione (-40) e net pricing negativo (-38, pressione competitiva sui veicoli commerciali leggeri) e cambi (-17) solo in parte compensati da minori costi di ricerca e sviluppo e spese generali, amministrative e commerciali (+17), mentre il mix negativo across businesses compensa i volumi positivi.
- Utile netto adjusted -32/-60 milioni di euro rispetto a 40/179 milioni di euro nel terzo trimestre e nei nove mesi 2025.
- Free cash flow industriale -656/-1.382 milioni di euro rispetto a -513/-1.241 milioni di euro nel terzo trimestre e nei nove mesi 2025.
- Net industrial debt -34 milioni di euro rispetto a net cash di 634 milioni di euro nel secondo trimestre 2026.
Book-to-bill 0,97/1,01 volte.
Offerta di Tata Motors
Adesioni al 3 novembre dell’88,3376%, ovvero l’89,96% al netto delle azioni proprie.
Riapertura dei termini fino al 6 novembre.
Effetto
Il commento di Intermonte
Iveco ha riportato risultati del terzo trimestre e dei nove mesi deboli, con EBIT in calo del 73%, penalizzato da maggiori costi legati alla qualità, inflazione, pricing negativo per la maggiore pressione competitiva e mix sfavorevole across businesses, solo in parte compensati da volumi più elevati.
Il focus resta tuttavia sull’offerta pubblica di acquisto di Tata, riaperta fino al 6 novembre dopo che la società indiana ha raggiunto l’89,96% del capitale, a un soffio dalla soglia del 90%.
La riapertura potrebbe consentire a Tata di superare tale soglia, permettendo l’avvio della procedura volontaria di acquisto delle azioni residue funzionale al delisting; al raggiungimento del 95% scatterebbe invece il Dutch Legal Squeeze-Out.
