Unipol - Dichiarazioni del Presidente Cimbri

“Regole Ue discriminanti” in relazione al Danish Compromise

Autore: Redazione
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Fatto

Nel suo intervento a Bruxelles, Carlo Cimbri, presidente di Unipol, ha ribadito che il gruppo assicurativo non teme rischi di scalata ostile grazie alla stabilità del proprio azionariato cooperativo, che controlla oltre il 50% del capitale.

L’apertura di un nuovo ufficio nella capitale europea punta a rafforzare il presidio sulle iniziative regolamentari, in particolare sulla revisione di Solvency II e sulla cornice prudenziale applicata alle partecipazioni incrociate.

Cimbri ha definito il Danish Compromise un’“asimmetria ingiustificata” che favorisce le banche, le quali possono non dedurre integralmente dal capitale primario le partecipazioni assicurative, mentre alle compagnie non è riconosciuto un trattamento simmetrico.

Tale disparità, insieme alla frammentazione regolamentare nei diversi Paesi UE, rappresenterebbe un ostacolo sia alla competitività delle assicurazioni sia alla possibilità di operazioni transfrontaliere nel settore finanziario

Effetto

Le dichiarazioni di Cimbri confermano una lettura critica della cornice regolamentare europea che, tramite il Danish Compromise, continua a penalizzare strutturalmente gli assicuratori rispetto ai gruppi bancari integrati.

Per Unipol, che mantiene un modello basato molto sulla bancassicurazione tramite la partecipazione in Bper Banca, la rimozione o l’attenuazione di questa asimmetria rappresenterebbe un potenziale catalizzatore di valore, sia in termini di minori vincoli patrimoniali sia di leve strategiche in un’ottica di espansione o partnership.

Ai 9M25, la partecipazione in Bper Banca penalizza il Solvency di Unipol per 45pp (265% Solvency Gruppo Assicurativo vs 220% Solvency includendo partecipazione bancaria).

L’insistenza del management nel posizionarsi a Bruxelles segnala la volontà di essere più presenti nel processo decisionale.

Sul fronte M&A, l’enfasi posta sulla stabilità dell’azionariato appare volta a raffreddare speculazioni su potenziali operazioni. Riteniamo che un’evoluzione normativa più equilibrata potrebbe riaprire optionality strategiche per Unipol nel medio periodo.



Azioni menzionate

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