TLC - Messaggi dall'intervista a Giuseppe Gola, CEO di Open Fiber

Open Fiber: cantieri PNRR chiusi entro maggio 

Autore: Redazione
Scatto di torri per telecomunicazioni o trasmissione radio, con antenne e parabole visibili.

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Fatto

Messaggi da intervista del Sole24Ore a Giuseppe Gola, CEO di Open Fiber:

• Cantieri in chiusura. Gli scavi per la fibra nelle aree grigie (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si concluderanno entro maggio 2026, un mese prima del previsto. Le aree bianche (progetto Banda Ultra Larga) sono invece già completate al 99%.

• Take up commerciale FTTH (Fiber to the Home). La sfida ora è commerciale: il tasso medio di utilizzo della fibra in Italia si ferma al 30%, sotto la media europea. Nelle aree bianche raggiunti circa 700.000 clienti attivi a fronte di 1.500 attivazioni al giorno. Open Fiber raccoglie tra 5.000 e 6.000 ordini giornalieri, per una base clienti complessiva di 3,9 milioni.

• Financials 2025: ricavi a euro 798 milioni (+18% su base annua), EBITDA a euro 409 milioni (+53% su base annua), con margine al 51%.

• Generazione di cassa dal 2028: La generazione di cassa sarà neutra nel 2027 e positiva dal 2028. L'utile netto arriverà più avanti, frenato da D&A (Depreciation and Amortization) su euro 12 miliardi investiti e dagli oneri del project financing in scadenza nel 2029.

• Rete unica con FiberCop. Gola riconosce che avrebbe senso industriale, ma la questione spetta ai soci. Al momento non esistono partnership operative.

• Nuove opportunità. Open Fiber si sta trasformando da azienda di costruzione a piattaforma di servizi: edge data center, smart city e connettività per grandi data center (tra cui un progetto all'Aquila). Nel frattempo, FiberCop ha emesso obbligazioni senior garantite da euro 1 miliardo al tasso fisso del 5,375% con scadenza 2031, per finanziare la liquidità operativa ed eventualmente rifinanziare debiti esistenti. I proventi sosterranno il piano di copertura fibra a 20,3 milioni di unità immobiliari entro il 2027.

Effetto

Positive le indicazioni sul ritorno alla generazione di cassa dal 2028 per OF, che negli ultimi anni ha bruciato cassa operativa (EBITDA - Capex) per circa euro 1,2 - 1,3 miliardi all’anno raggiungendo un debito di euro 6,8 miliardi a fine 2025 (leva di 17x).

Di converso, il take up commerciale sulle linee FTTH resta ancora molto basso, al 22% sia per FiberCop (3,1 milioni clienti su 14,3 milioni di UI servite) che per Open Fiber (3,9 milioni su 17 milioni), e questo dovrebbe incoraggiare gli azionisti di entrambe le società a valutare forme di collaborazione per una migliore allocazione del capitale investito e per estrarre maggiori ritorni.

Secondo le ultime indiscrezioni del Messaggero (24 marzo), KKR (37,5% FiberCop) e Macquarie (40% in Open Fiber vs CDP al 60%) starebbero valutando un accordo di network sharing infrastrutturale e commerciale tra FiberCop e Open Fiber.

L’ipotesi di fusione o rete unica wholesale resterebbe ancora lontana, ma una partnership industriale sarebbe vista positivamente e sostenuta dal governo. Ricordiamo che un eventuale accordo societario o una partnership commerciale/industriale tra Open Fiber e FiberCop entro fine 2026 consentirebbe a TIM di incassare un earn-out fino a euro 2,5 miliardi (circa il 75% delle sinergie stimabili), da noi incorporato nella valutazione SOP ad una probabilità estremamente bassa (5%).


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