TIM - Principali messaggi sull’Italia dalla conference call di Iliad
La correzione del titolo TIM di ieri (-9%) ci sembra eccessiva e principalmente motivata da prese di beneficio dopo il recente rally

Fatto
Principali messaggi sull’Italia dalla call di Iliad:
• M&A: trattative con TIM interrotte ad inizio aprile, senza prospettive di ripresa. In Francia il consolidamento (break-up di SFR) è visto come un’opportunità, non una necessità; contatti ancora molto preliminari.
• Mercato: contesto italiano estremamente competitivo, con offerte below-the-line a 5-6 €/mese da parte dei maggiori player. Nonostante ciò, Iliad resta leader nelle net adds mobili e sta accelerando il trend acquisitivo. Più i concorrenti sono aggressivi nelle campagne di winback, più Iliad risulta vincente in termini di net adds di mercato.
• Outlook: priorità a crescita profittevole e generazione di cassa. Il 2025 sarà un punto di svolta naturale su generazione di cassa, con Iliad Italia destinata a diventare generatore di OFCF per il gruppo.
• Fisso: Iliad si appoggia a due fornitori wholesale, Open Fiber e FiberCop, elemento che consente un ramp-up commerciale meno complesso rispetto ad altri mercati. L’obiettivo è superare i concorrenti in termini di net adds sulla fibra. In soli tre anni Iliad ha raggiunto una quota di mercato FTTH pari al 7% (oltre il 3%/anno), colmando in buona parte il gap accumulato su copertura e take up commerciale FTTH. Il mercato FTTH italiano rimane tuttavia di dimensioni sensibilmente inferiori rispetto a quello francese.
• B2B: fase iniziale, lanciata un’offerta mobile per le PMI. Grande potenziale, brand apprezzato anche dalle grandi aziende. Prevista espansione dell’offerta.
Effetto
La correzione del titolo TIM di ieri (-9%) ci sembra eccessiva e principalmente motivata da prese di beneficio dopo il recente rally, sostenuto dalla riduzione dello sconto sulla governance (entrata di Poste e uscita di Vivendi nell’azionariato) e da una solida execution domestica per diversi trimestri di fila, piuttosto che da aspettative di M&A.
La chiusura di Iliad era nota, infatti, da tempo e il mercato non attribuiva reali chance a una combinazione con TIM, operazione su cui pesano interrogativi di natura antitrust, incertezze legate all’assetto finale di governance e una valutazione particolarmente demanding (secondo la stampa, Iliad avrebbe chiesto 8x EBITDAaL ’25E, rispetto a ~5x per TIM domestico).
Ricordiamo che il nostro TP di €0.50 non incorpora l’upside (~€0.18/azione) legato a un immediato re-rating di TIM Consumer a un multiplo M&A di 7.5x EV/EBITDAaL - lo stesso pagato da Fastweb per Vodafone Italia - realizzabile tramite market repair/consolidamento o tramite cessione dell’asset.
Malgrado le dichiarazioni del management francese, non escludiamo che Iliad possa riconsiderare la cessione/consolidamento delle attività italiane per destinare maggiori risorse al mercato francese, soprattutto se decidesse di acquisire parte degli asset SFR messi in vendita da Altice ed evitare così l’ingresso di nuovi concorrenti.
Molto dipenderà anche dagli sviluppi politici in Francia. In assenza di un consolidamento con Iliad, TIM potrebbe comunque beneficiare di un’aggregazione tra Iliad Italia e Wind3 o di un accordo di RAN sharing, con minori rischi antitrust.
Azioni menzionate
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