TIM - Labriola: si punta a una maggiore efficienza

Labriola: nel mobile margini e cassa sotto pressione; filiera sbilanciata e duplicazioni di rete non sostenibili

Autore: Redazione
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Fatto

Principali spunti da intervento del CEO di TIM, Pietro Labriola, su Milano Finanza:

• Ciclo del mobile cambiato. Coperture omogeneizzate, qualità non più percepita, competizione schiacciata sul prezzo. Con costi industriali (energia, affitti, manutenzione, sicurezza) stabili o crescenti, il risultato sono margini compressi e cassa sotto pressione.

• Squilibrio della filiera. Gli operatori finanziano rete, servizi ed evoluzione tecnologica ma catturano poco valore. Towerco, vendor, software, energia e piattaforme beneficiano in modo sproporzionato: la distribuzione dei margini lungo la filiera TLC non è equilibrata.

• Duplicazioni non più sostenibili. Replicare tre volte la stessa infrastruttura, specie nei comuni minori, non crea valore per il cittadino e aumenta costi e impatti territoriali. La concorrenza va preservata su servizi, qualità, innovazione e soluzioni per imprese e Pubblica Amministrazione — non sull'hardware.

• Soluzione: condivisione progressiva infrastrutture. Auspicato sharing di siti e torri, poi a tendere la condivisione attiva di equipment, fino al pooling di risorse radio (banda, canali, capacità di elaborazione). In un contesto di scarsità di spettro e di siti di qualità, l'uso efficiente delle risorse diventa una priorità.

• Politica industriale o rischi sistemici. Regole chiare e tempi autorizzativi certi. Le risorse liberate dalle duplicazioni vanno concentrate su 5G, 5G Standalone, 6G, backbone, cloud e intelligenza artificiale, con riequilibrio dei margini lungo tutta la catena. Senza questo cambio di passo, a rischio non è il numero di operatori ma la capacità del Paese di investire in reti mobili all'altezza delle proprie ambizioni digitali.

Effetto

La recente partnership tra TIM e Fastweb per il RAN sharing su 15,5 k siti entro il 2028 nelle aree meno popolate (comuni sotto i 35 k abitanti) va esattamente nella direzione auspicata da Labriola, unitamente al piano di costruzione di 6 k nuove torri per accelerare il roll-out 5G in Italia.

Per quest'ultima iniziativa, tuttavia, i rischi e i tempi di execution non sono trascurabili: l'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle PA locali e i vincoli urbanistici e ambientali rappresentano ostacoli storicamente significativi nel settore. A titolo di riferimento, INWIT stessa stima che replicare una rete mobile alternativa (es. oltre 15 k siti) assumendo il ritmo attuale di costruzione di ~500 torri/anno, richiederebbe circa 30 anni.



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