KKR avrebbe sospeso i dividendi di FiberCop

La decisione sarebbe arrivata dopo la perdita di linee registrata nel primo semestre

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo il Financial Times, KKR ha sospeso la distribuzione dei dividendi di FiberCop dopo la perdita di 364k linee nel primo semestre 2025, che ha ridotto la base clienti a 14.1mn contro un obiettivo di 15mn entro fine anno. A livello economico, l’EBITDA era stato di €1.9bn nel 2024 e ha raggiunto €824mn nei primi sei mesi del 2025, ma il business plan segnala un gap cumulato di €2bn su cinque anni rispetto alle stime iniziali di KKR.

La decisione di rinviare i dividendi, che secondo i piani avrebbero dovuto avviarsi da dicembre 2024, è motivata dall’esigenza di finanziare il rollout della rete, previsto fino al 2027. Sul fronte della governance si è registrata l’uscita del CEO Luigi Ferraris e la sostituzione, nel board, del partner KKR Alberto Signori con Tara Davies.

Il peggioramento del contesto competitivo, unito all’outlook negativo di Moody’s per l’elevato fabbisogno di investimenti, pesa sulle prospettive di generazione di cassa e rende più complesso il confronto con il governo sulla possibile fusione con Open Fiber.

Effetto

La cancellazione dei dividendi di FiberCop penalizza non solo KKR (37.5% in FiberCop) ma anche il MEF, azionista di minoranza (16%) e F2i (11.2%), e rischia di acuire le tensioni con il governo. Secondo recenti indiscrezioni Reuters, il governo spingerebbe per la fusione con Open Fiber al per una NetCo wholesale-only a controllo pubblico, con l’obiettivo di razionalizzare gli investimenti, cancellare l’overbuild e accelerare la copertura ultrabroadband. KKR avrebbe però sollevato obiezioni su valutazione, rischi antitrust e impatto sul merito creditizio, respingendo l’ipotesi di intesa e vanificando i tentativi di mediazione del governo.

Il complesso scenario operativo di FiberCop conferma la validità della decisione strategica di TIM di cedere un asset capital-intensive per liberare risorse, ridurre rischi e rafforzare la sostenibilità finanziaria del Gruppo.

In questo contesto, le difficoltà finanziarie di FiberCop e Open Fiber e i bassi tassi di adozione della FTTH (c.20%) dovrebbero accelerare il negoziato verso la rete unica. Un’intesa, anche di natura commerciale, entro fine 2026 potrebbe assicurare a TIM un earnout fino a €2.5bn, da noi incorporato ad una probabilità molto bassa (25%) nella nostra SOP (beneficio di €0.03/azione all’interno del TP di €0.65).



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