TIM - Intervista al Ceo Labriola: apertura al consolidamento
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, è previsto il ritorno al dividendo e a eventuali buyback una volta completato il percorso di riduzione dell’indebitamento

Fatto
Tra i principali spunti emersi dall’intervista rilasciata a Milano Finanza dall’amministratore delegato di TIM Pietro Labriola, spicca l’indicazione che il nuovo piano industriale sarà presentato dopo l’estate.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, è previsto il ritorno al dividendo e a eventuali buyback una volta completato il percorso di riduzione dell’indebitamento (deleveraging). La leva finanziaria è attesa a 1,86 volte nel 2025, con un obiettivo inferiore a 1,7 volte. Dal 2027 il pay-out – ossia la quota di utili distribuita agli azionisti – sarà pari al 70% del flusso di cassa disponibile per l’azionista (equity Free Cash Flow). È inoltre prevista un’extra-remunerazione legata alla cessione di Telecom Italia Sparkle: il 50% dell’incasso, pari a circa 350 milioni di euro, sarà destinato agli azionisti.
Quanto alla valutazione di Borsa e alle prospettive, il titolo viene considerato ancora a sconto: il business domestico tratta a circa 4,5 volte il margine operativo lordo (EBITDA), rispetto a multipli compresi tra 5,5 e 6 volte dei principali concorrenti (peer). Dal 2026 è attesa generazione di cassa anche sul mercato domestico.
Importante il capitolo sinergie con Poste Italiane: la prima sinergia è stata la stabilizzazione dell’azionariato e la riduzione del rischio grazie al contratto di operatore mobile virtuale (MVNO, Mobile Virtual Network Operator) di PosteMobile, che garantisce circa 100 milioni di euro di ricavi annui ad alta marginalità, compensando l’uscita del contratto con Fastweb. Le sinergie complessive sono stimate in circa 50 milioni di euro di margine operativo lordo after lease (EBITDAaL) a regime (run rate). Il gruppo sta inoltre lavorando su una joint venture nel campo dell’intelligenza artificiale e del cloud sovrano, rafforzando il proprio ruolo nella sovranità digitale.
Sul consolidamento del settore, Labriola ha sottolineato come sia necessario per ripristinare redditività e capacità di investimento nelle nuove reti 5G e 6G, in attesa di possibili aperture regolatorie da parte dell’Unione europea. Il gruppo si è detto aperto al dialogo con Iliad Italia.
In tema di intelligenza artificiale e data center, l’AI viene vista come driver di crescita del traffico in uplink e della domanda di infrastrutture a bassa latenza. L’attenzione è rivolta a data center proprietari di livello Tier IV, integrati con la rete e con i sistemi di cybersecurity.
Quanto alla rete unica, l’amministratore delegato ritiene che prima o poi si concretizzerà. L’attuale duplicazione infrastrutturale genera sovrapposizioni (overbuild) e la coesistenza di aree bianche, grigie e nere anche all’interno delle stesse città, con tre differenti livelli di prezzo per la fibra. Una combinazione tra FiberCop e Open Fiber porterebbe maggiore efficienza economica e semplificazione tariffaria. In assenza di unificazione dei prezzi, la complessità rischia di essere trasferita al cliente finale.
Effetto
Indicazioni coerenti con quelle già fornite in occasione della recente call sui risultati dell’esercizio 2025 e che supportano una view positiva sul titolo, con raccomandazione BUY e target price a 0,75 euro.
Per quanto riguarda la rete unica, nel modello viene attribuita una probabilità contenuta (5%, pari a circa 0,01 euro per azione) all’incasso dell’earn-out da 2,9 miliardi di euro legato a un’eventuale combinazione societaria o accordo commerciale tra FiberCop e Open Fiber, alla luce della scadenza ravvicinata fissata per fine anno.
Nonostante il forte rally registrato in Borsa, l’equity story viene considerata ancora aperta. Ulteriori catalyst (fattori potenzialmente in grado di sostenere il titolo) potrebbero emergere verso metà anno o nel secondo semestre, in concomitanza con il Capital Markets Day (CMD): tra questi le sinergie con Poste, il rinnovo agevolato dello spettro, i negoziati sul Master Service Agreement (MSA) con INWIT, la possibile acquisizione interamente in azioni (all-share) di PosteMobile nel secondo semestre ed eventuali operazioni di consolidamento di mercato, oltre ai flussi attesi sul titolo per effetto dell’aumento di liquidità successivo alla conversione delle azioni di risparmio.
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