TIM - Consolidamento in Francia imminente secondo Bloomberg

Bloomberg: Bouygues/Iliad/Orange vicini ad accordo per comprare SFR; valore oltre 20 miliardi di euro. Restano nodi fiscali, perimetro asset e sinergie; possibile precedente per consolidamento UE.

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo Bloomberg, il consorzio Bouygues / Iliad / Orange sarebbe vicino a un accordo per acquistare SFR (Altice France), con possibile annuncio nei prossimi giorni. Il patron di Altice, Patrick Drahi, valuta SFR oltre 20 miliardi di euro, rispetto ai 17 miliardi di euro offerti a ottobre 2025; la due diligence è partita a gennaio 2026 con un’offerta migliorativa.

Effetto

Per la fattibilità del deal restano aperte alcune questioni chiave: a) rischio fiscale: SFR deve al fisco francese 1,1 miliardi di euro (non ancora pienamente prezzati), che potrebbero comportare un aggiustamento di prezzo. b) il perimetro degli asset: oltre al business telco, SFR include attività non core (circa 3 miliardi di euro) ancora da cedere. c) l’EV di 20 miliardi di euro si basa su un multiplo di circa 5x EBITDA 2027E per il business telco più una quota di sinergie attese.

Tuttavia, variazioni nel perimetro (asset non core), nei rischi o nelle sinergie possono modificare sensibilmente il valore.

L’operazione ridurrebbe gli operatori mobili in Francia da 4 a 3 e, se approvata dall’antitrust senza rimedi strutturali rilevanti (cessioni di spettro, clienti o asset) ma con soli rimedi comportamentali (accesso wholesale e accordi MVNO), potrebbe creare un precedente favorevole per il consolidamento anche in altri mercati europei, in particolare Spagna, Italia e Germania.

In Italia vediamo un forte incentivo al consolidamento per gli operatori minori (Wind3 e Iliad) dalla futura aggregazione tra Poste Italiane e TIM che porterebbe alla creazione di un grande player digitale a controllo pubblico con una presenza molto capillare sul territorio (circa 13 mila uffici postali + 4 mila negozi TIM). Nel nostro target price di 0,75 euro non incorporiamo i benefici indiretti da una “market repair” legata alla riduzione del numero di operatori, che stimiamo possa valere circa 0,18 euro/azione, assumendo un re-rating di TIM Consumer a un multiplo M&A di 7,5x EV/EBITDA 2026 (vs 4,4x attualmente nella nostra SOP). Su base blended, un aumento di +1 euro di ARPU dovrebbe tradursi in circa 160 milioni di euro di upside sull’EFCF di TIM (circa +15% sull’EFCF 2027).



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