TIM - Accordo JV con Fastweb per la costruzione di 6k nuove torri 5G
TIM e Fastweb: accordo non vincolante per JV 50:50 (con Vodafone) per costruire fino a 6.000 nuove torri 5G in Italia, aperte ad altri operatori; closing soggetto ad autorizzazioni.

Fatto
TIM e Fastweb hanno firmato un accordo non vincolante per la costruzione di fino a 6 mila nuovi siti di torri mobili in Italia per accelerare la diffusione del 5G.
La costruzione delle torri avverrà attraverso una joint venture 50:50 tra TIM e Fastweb e Vodafone, con la possibilità di coinvolgere investitori terzi per ottimizzarne la struttura finanziaria, così come l’infrastruttura sarà aperta anche ad altri operatori.
Le attività di sviluppo delle torri seguiranno un piano pluriennale: TIM e Fastweb opereranno come anchor tenant, firmando accordi a lungo termine per l'uso delle infrastrutture a condizioni di mercato.
Le parti valuteranno inoltre la possibilità di fornire ulteriori servizi. Closing subordinato al nullaosta da parte delle autorità competenti.
Effetto
Pur in assenza di indicazioni sugli economics, l’iniziativa dovrebbe consentire a TIM e Fastweb di migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi alla media europea, mantenendo al tempo stesso standard qualitativi elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione.
Oltre all’opportunità di deconsolidare capex tramite un veicolo off-balance sheet, l’iniziativa ha una duplice valenza strategico-industriale. Da un lato, si inserisce in un contesto di maggiori impegni di investimento da parte degli operatori, che stanno negoziando il rinnovo dello spettro in scadenza nel 2029 in cambio dell’impegno a realizzare maggiori investimenti sul 5G; dall’altro, arriva in una fase di confronto con INWIT per la rinegoziazione dei rispettivi MSA a condizioni più allineate a quelle di mercato.
In particolare, questa iniziativa, che riguarda sia infrastruttura attiva sia passiva, potrebbe tradursi in una riduzione dei commitment futuri verso INWIT per la realizzazione di nuovi siti, rafforzando il potere negoziale dei due operatori.
Ricordiamo che il piano di INWIT prevede la realizzazione di circa 3,5 mila nuove torri tra il 2024 (circa 25 mila siti) e il 2030 (circa 28,5 mila), di cui oltre la metà con anchor tenant, con un impegno finanziario medio di circa 100 mila euro per sito (circa 350 milioni di euro cumulati su 6 anni).
A parità di economics, la realizzazione di 6 mila torri (solo infrastruttura passiva) da parte della nuova JV implicherebbe un investimento di circa 600 milioni di euro, da ripartire tra due o più operatori su un orizzonte pluriennale, a cui andrà aggiunto l’investimento per gli apparati attivi.
Ricordiamo che a gennaio TIM e Fastweb hanno già annunciato un accordo di condivisione dell’infrastruttura attiva (RAN sharing), con closing atteso nel secondo trimestre, nei comuni con meno di 35 mila abitanti, finalizzato alla condivisione di circa 15,5 mila siti entro il 2028 e a risparmi stimati in 25–30 milioni di euro annui per ciascun operatore nell’arco di circa dieci anni e già compresi nella nostra SOP.
Nel complesso, le due iniziative appaiono complementari e delineano una strategia più ampia di razionalizzazione degli investimenti mobili, con potenziali benefici strutturali su costi operativi, ritorni sul capitale e sostenibilità economica dello sviluppo del 5G in Italia.
In questo articolo
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