STMICROELECTRONICS - Indicazioni sul 2026 in arrivo dalla società
I ricavi del primo semestre sono attesi crescere più della normale stagionalità.
I multipli di borsa riflettono già le prospettive di ripresa e la minore esposizione alla crescita legata all’AI.

Fatto
La società ha partecipato al Morgan Stanley Technology, Media & Telecom Conference.
Di seguito un riepilgo di quanto è emerso.
I ricavi del primo semestre sono attesi crescere più della normale stagionalità. La società ha confermato la guidance per il primo trimestre a 3,04 miliardi di dollari, pari a un calo del 9% rispetto al trimestre precedente, migliore rispetto alla tipica stagionalità di circa -11%. Per il secondo trimestre, le nostre stime e quelle del consenso sono allineate a 3,12 miliardi di dollari, con una crescita del 3% trimestre su trimestre, leggermente superiore alla stagionalità media di circa 2%.
Nella seconda metà dell’anno i ricavi sono attesi crescere di almeno il 15% rispetto al primo semestre, trainati soprattutto dai settori automotive e industriale. Il consenso prevede una crescita del 18%, che porterebbe i ricavi annui a circa 13,25 miliardi di dollari, rispetto alla nostra stima di 13,04 miliardi.
Guardando ai principali mercati finali, nel settore automotive la società si aspetta una crescita tra la fascia media e alta delle singole cifre percentuali nel 2026, sostenuta da livelli di magazzino molto bassi, mentre le commissioni di prenotazione della capacità produttiva sono attese in diminuzione. Nel settore industriale il quadro appare costruttivo: la Cina rimane solida, l’Asia-Pacifico è in crescita, l’Europa dovrebbe aver toccato il punto minimo nel primo trimestre e le Americhe risultano stabili. Anche qui i magazzini sono bassi e la società si aspetta una seconda metà dell’anno più forte.
Nel segmento elettronica di consumo personale è stata confermata la tipica stagionalità con una seconda metà dell’anno più forte della prima, con una crescita nel 2026 nelle basse singole cifre percentuali, anche se leggermente inferiore al normale a causa del timing di lancio di nuovi dispositivi. Nel settore delle apparecchiature per telecomunicazioni, invece, è atteso un contributo significativo dalle costellazioni di satelliti in orbita bassa e dai data center.
L’esposizione ai data center è confermata a circa 500 milioni di dollari nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere 1 miliardo prima del 2030. Gli investimenti annuali sono stati confermati tra 2 e 2,2 miliardi di dollari.
I benefici del programma di ristrutturazione dovrebbero emergere a partire dal 2027, mentre l’acquisizione del business MEMS di NXP Semiconductors dovrebbe avere un impatto positivo sugli utili.
Per quanto riguarda il contesto operativo, la società prevede che l’inflazione salariale e l’effetto negativo dei cambi continueranno a pesare anche nel 2026, mentre la pressione sui prezzi dovrebbe rimanere su livelli normali, con un calo nelle basse singole cifre percentuali.
Effetto
Il management ha fornito messaggi coerenti con quanto già comunicato durante l’ultima conference call dei risultati.
Rispetto al consenso le nostre stime sono un filo più caute sulla crescita del fatturato, per un rimbalzo della parte Industrial più debole, ma sostanzialmente in linea a livello di adj. EBIT e adj. EPS a $1.11bn e $1.15 rispettivamente.
Se da un lato apprezziamo l’esposizione della società a driver specifici di crescita, dall’altro la visibilità sulla componente più ciclica legata ai mercati finali tradizionali, in particolare Automotive e Industrial, rimane limitata. Riteniamo che l’attuale valutazione di circa 25/14x P/E NTMA/STMA rispetto al settore a 23/18x rifletta già adeguatamente la ripresa attesa e la minore esposizione alla crescita legata all’AI.
Azioni menzionate
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