STELLANTIS - I colloqui di Dongfeng riaprono il dibattito sul valore delle attività europee
Bloomberg: Stellantis tratta con Dongfeng per rilanciare la partnership, dando accesso a impianti UE sottoutilizzati e ampliando la cooperazione in Cina; monetizzazione capacità: 0,9 miliardi di euro.

Fatto
Secondo Bloomberg, Stellantis sarebbe in trattative con Dongfeng per rilanciare la loro partnership, potenzialmente concedendo accesso a impianti europei sottoutilizzati e, al contempo, ampliando la cooperazione in Cina.
• Relazione di lunga durata con Dongfeng. Dongfeng è stato un azionista chiave di Peugeot a seguito dell’aumento di capitale del 2014, acquisendo una partecipazione di circa il 14% per supportare la società in una fase di difficoltà finanziaria. Oltre alla partecipazione azionaria, i due gruppi intrattengono da tempo una relazione industriale consolidata attraverso una joint venture in Cina, costituita nel 1992, finalizzata alla produzione di veicoli a marchio Peugeot per il mercato locale. Questo implica una profonda familiarità operativa tra le parti. Dongfeng ha successivamente ridotto progressivamente la propria quota in Stellantis, completando il disinvestimento nel 2024.
• Rumours frequenti supportano la credibilità dell’interesse dei player cinesi per l’Unione Europea. Alla luce delle crescenti pressioni sugli OEM cinesi affinché localizzino la produzione in Europa e delle ricorrenti indiscrezioni di mercato, riteniamo che potenziali partnership rappresentino una via credibile e sottovalutata per monetizzare la capacità in eccesso. In questo contesto, già a marzo sono emerse indiscrezioni che indicavano un possibile interesse da parte di Xiaomi e XPeng per alcune attività europee di Stellantis, inclusa Maserati, potenzialmente in cambio di know-how su software ed veicoli elettrici.
• Valutazione. Nel nostro modello attribuiamo valore zero alle attività europee, in considerazione di un contesto competitivo difficile, di una regolamentazione sfavorevole e di una sovracapacità strutturale/bassi livelli di utilizzo. In base a tale assunzione, qualsiasi forma di monetizzazione tramite dismissioni, partnership o accordi di capacità dovrebbe essere considerata accretive in termini di valore.
• Capacità sottoutilizzata è un’opportunità. Stellantis opera circa 20 stabilimenti in Europa, di cui stimiamo che circa 7 presentino una capacità strutturalmente sottoutilizzata, per almeno circa 200.000 unità annue. Applicando un approccio conservativo (valutando tale capacità a circa un terzo del costo di sostituzione), ne deriva un valore potenziale di circa euro 0,9 miliardi per ogni 200.000 unità/stabilimento. Questo evidenzia un’interessante opportunità nascosta, anche in caso di assunzioni conservative.
• Opportunità di leasing. Un’alternativa alle dismissioni di asset è il leasing della capacità in eccesso a OEM terzi, in particolare a nuovi entranti alla ricerca di produzione locale. Sulla base di benchmark industriali, stimiamo potenziali ricavi da leasing pari a circa euro 500 – 1.500 per unità all’anno, il che implica circa euro 100 – 300 milioni di ricavi annui per 200.000 unità. Tale approccio offrirebbe flessibilità, investimenti iniziali limitati e permetterebbe di preservare il controllo strategico sugli asset.
Effetto
I colloqui, che potrebbero includere cessioni di asset, partecipazioni di minoranza o accordi industriali, evidenziano la necessità di Stellantis di gestire l’utilizzo strutturalmente basso della capacità produttiva e la forte pressione competitiva in Europa.
Nel nostro modello, attribuiamo un valore prossimo allo zero alla base manifatturiera europea del gruppo, a fronte di un contesto competitivo sfidante e di una regolamentazione sfavorevole. Tuttavia, stimiamo che le sole circa 200 mila unità di capacità in eccesso potrebbero valere circa 0,9 miliardi di euro. Di conseguenza, qualsiasi forma di monetizzazione rappresenterebbe un upside significativo rispetto alle nostre attuali assunzioni valutative.
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