Poste Itaiane - Feedback dal “breakfast meeting”

Emersi diversi elementi di upside che rafforzano la visibilità sulla politica di dividendi

Autore: Redazione
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Fatto

Ieri mattina abbiamo partecipato a un incontro con il management di Poste Italiane, in cui sono stati affrontati i seguenti temi:

•    Poste–TIM: è stato avviato un cantiere di lavoro congiunto articolato in ~15 aree di collaborazione. Il tema della non realizzazione di sinergie fino al 2028 riguarda esclusivamente il bundling commerciale (cioè la vendita congiunta di prodotti riferibili ai due gruppi sulle rispettive reti), mentre restano possibili altre forme di sinergie di ricavi e di costi, in particolare sul lato procurement. A partire dal 2026 inizierà la migrazione graduale della rete mobile da Vodafone a TIM, con risparmi attesi a regime di circa €20mn l’anno. È inoltre in valutazione la possibilità di offrire polizze P&C ai clienti corporate di TIM. Il management si è inoltre dichiarato favorevole a un’eventuale conversione delle azioni di risparmio di TIM.

•    Logistica: andamento molto positivo nel 2025 con una crescita dei volumi pacchi di circa +20% YoY YTD. È in fase di introduzione un nuovo modello di consegna, che prevede l’assunzione di corrieri dedicati con contratti specifici e in linea con le caratteristiche di mercato, superando l’approccio “duale” dei portalettere che si occupano anche della consegna pacchi.

•    Business finanziario/assicurativo: è allo studio l’adozione del Danish Compromise, che vedrebbe BancoPosta al controllo di Poste Vita e comporterebbe un beneficio stimato di circa €100mn EBIT annui. I ricavi da portafoglio investimenti (NII+capital gains) sono attesi a €2.7bn nel 2025 e stabili anche nel 2026, con un peso crescente dei capital gains (di cui metà già fissati attraverso operazioni forward) a compensazione della fisiologica riduzione del NII.

•    SPID: è in valutazione l’introduzione di una management fee di €5/anno sulle identità digitali. Su un bacino di circa 20mn di SPID attivi, l’impatto potenziale sarebbe di circa €100mn EBIT addizionali.

•    PagoPA: le tempistiche di chiusura indicate dalla stampa (fine settembre/inizio ottobre) sono considerate ottimistiche. L’acquisizione non verrà consolidata e non dovrebbe avere impatti rilevanti sul conto economico, pur rappresentando un ulteriore tassello per rafforzare il ruolo di Poste come piattaforma di servizi digitali.

Effetto

Dal nostro punto di vista, emergono diversi elementi di upside che rafforzano la visibilità sulla politica di dividendi. Le nostre stime (DPS a €1.20 nel 2025 e €1.25 nel 2026) risultano superiori alla guidance aziendale (€1.18 nel 2025 basato su guidance di 70% payout ratio rispetto a €2.2bn net profit) ma leggermente inferiori al consensus (€1.21 nel 2025 e €1.28 nel 2026).

Alla luce quindi dei risparmi strutturali legati a TIM, alla resilienza dei ricavi da portafoglio investimenti, e ai potenziali contributi addizionali da SPID e, anche se con minore probabilità, dal Danish Compromise, riteniamo che le attuali nostre stime di DPS possa rappresentare una sorta di floor, soprattutto per il 2026.



Azioni menzionate

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