PIRELLI & C - Le nostre previsioni in vista della trimestrale

Atteso un 1Q 2026 solido ma penalizzato da cambi

Autore: Redazione
Primo piano del pneumatico Pirelli Cinturato Winter 3, con dettagli del battistrada progettato per la massima aderenza su neve e ghiaccio.

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Fatto

Dall’1Q26 ci aspettiamo solidi trend organici che vengono offuscati da un effetto cambi ancora decisamente negativo (ultimo trimestre ai cambi correnti). Ci aspettiamo ricavi di euro 1,72 miliardi, -2,4% su base annua, con volumi +0,6% (vs mkt -4%), price/mix +1,9%, FX -5% e scope -0,2%; adj. EBIT a euro 274 milioni, -2% su base annua con un 16,0% di margine; debito netto a euro 1,99 miliardi dopo lo stagionale cash-outflow in linea con lo scorso esercizio e un cash-out per l’acquisizione di Shenzhou Tyre di euro 0,2 miliardi.

Sebbene i risultati 1Q26 siano coerenti con la guidance, ci aspettiamo una leggera revisione verso la parte bassa del range (euro 1,08-1,12 miliardi, attese attuali allineati al mid-point euro 1,10 miliardi) alla luce dall’incremento dei prezzi delle materie prime e dalla cost inflation in generale.

Nel complesso, dunque, ci aspettiamo un impatto netto di circa euro 20 milioni derivante da un headwind lordo di euro 100 milioni compensato da manovre sui prezzi (rialzi già annunciati da maggio) e maggiori efficienze sui costi. Il Governo italiano ha imposto nuove misure di Golden Power su Sinochem (quota 34%), riducendone ulteriormente l’influenza sulla governance: finché manterrà almeno il 10% del capitale, potrà esprimere al massimo tre consiglieri (di cui due indipendenti), viene confermata la piena autonomia manageriale e strategica di Pirelli, tutelata la tecnologia CyberTyre e limitata qualsiasi uscita verso soggetti collegati al Governo cinese. In particolare, ciò dovrebbe consentire a Pirelli di proseguire lo sviluppo del CyberTyre negli Stati Uniti. Restiamo però convinti che il vero catalizzatore per colmare lo sconto di valutazione rispetto ai peer sia la discesa della quota di Sinochem sotto il 10%.

Effetto

PIRC dovrebbe aver iniziato bene il 2026, con il Forex unico elemento a offuscare una performance organica altrimenti positiva (e superiore ai peer). Lo shock inflattivo legato all’aumento dei costi di materie prime ed energia rappresenta un chiaro vento contrario non previsto a inizio anno.

Tuttavia, poiché l’impatto dovrebbe restare limitato a pochi punti percentuali grazie ad azioni di prezzo e misure di efficienza, evidenziamo la solidità del modello di business e dell’esecuzione.

Sul fronte della struttura azionaria, accogliamo con favore la recente applicazione del Golden Power che, contrariamente ad alcune interpretazioni recenti, dovrebbe consentire a PIRC di sviluppare il business CyberTyre negli Stati Uniti d’America.

Continuiamo a ritenere che la situazione verrà infine risolta. OUTPERFORM confermato; TP euro 7,6. Il titolo tratta a 6,7x EV/EBIT 2026, con uno sconto del 21% rispetto ai peer nonostante crescita organica, margini, ritorni sul capitale e generazione di cassa superiori.



Azioni menzionate

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