Mercato Italiano - Inflazione preliminare superiore alle attese

L'inflazione era già in crescita prima dell’aumento dei prezzi dell’energia iniziati con lo scoppio del conflitto in Iran a fine febbraio. Ci aspettiamo una revisione al rialzo delle stime

Autore: Redazione
Basilica di San Pietro al tramonto

Photo by Sylvain Sonnet/Getty Images

Fatto

Il dato preliminare ISTAT sull'inflazione in Italia a febbraio 2026 ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e dell'1,6% su base annua (dal +1,0% di gennaio). Si tratta del valore più alto da fine settembre 2025, trainato principalmente dai servizi (+3,0%) e dagli alimenti non lavorati (+3,6%). In senso opposto, hanno contribuito a moderare l'inflazione i costi dell'energia, sia regolamentata (-11,3%) che non regolamentata (-6,2%).

L'inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) è salita dall'1,7% al 2,4%.

L'inflazione nell'area euro ha registrato un incremento annuale dell'1,9% a febbraio 2026, in aumento rispetto all'1,7% di gennaio. Il dato ha sorpreso al rialzo, poiché il consensus si aspettava un tasso invariato all'1,7%. Tra le maggiori economie, l'inflazione è accelerata in Francia (1,1% contro 0,4% di gennaio), Spagna (2,5% contro 2,4%) e Italia (1,6% contro 1,0%), mentre è leggermente diminuita in Germania (2,0% contro 2,1%).

Effetto

L'inflazione era già in crescita prima dell’aumento dei prezzi dell’energia iniziati con lo scoppio del conflitto in Iran a fine febbraio. Ci aspettiamo una revisione al rialzo delle stime di inflazione per il 2026, che attualmente si attestano per l’Italia a +1,6% e Unione Europea a +1,9%.

Dalla riunione della FED del 17-18 marzo non è prevista una riduzione dei tassi.


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