ITALIAN MARKET - Iran: le nostre prime considerazioni su Piazza Affari

Il rischio di questo intervento potrebbe essere quello di un rallentamento della crescita economica. Per converso, una soluzione rapida potrebbe rimuovere un elemento di incertezza presente da anni

Autore: Redazione
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Fatto

Il conflitto in Medio Oriente si inasprisce con l'attacco israeliano contro Hezbollah in Libano. Israele e Stati Uniti hanno colpito 2.000 obiettivi dall'inizio della campagna militare

Effetto

Le ripercussioni dell’azione militare in Iran appaiono al momento ancora incerte. E' presto per poter fare previsioni ragionate sulle prospettive future di crescita economica che dipenderanno principalmente da potenziali impatti sul prezzo delle materie prime, petrolio in primis, oltre che da eventuali interruzioni a livello di catene di fornitura.

In generale, il rischio da questo intervento potrebbe essere quello di un rallentamento della crescita economica. Per converso, una soluzione rapida potrebbe essere vista positivamente rimuovendo un elemento di incertezza geopolitica che persiste da anni.

Ci aspettiamo oltre ad un impatto positivo sui prezzi del petrolio e del gas, un potenziale impatto positivo anche per il US$ visto come bene rifugio insieme ai metalli preziosi mentre la curva dei tassi potrebbe appiattirsi con un ulteriore calo dei tassi di medio/lungo termine sui Treasury americani.

Ipotizzando che il conflitto prosegua e comporti la chiusura dello Stretto di Hormuz possiamo aspettarci un aumento ulteriore dei prezzi del petrolio e conseguentemente impatti positivi per i titoli del settore energy .
Lo scenario peggiore sarebbe il caso di allargamento del conflitto ad altri paesi della regione della penisola arabica che al momento non sembra probabile. Possibile un forte rialzo anche per i prezzi del gas, stamattina +22%: vediamo il setto re utilities ben supportato da momentum positivo su risultati, dividendi e posizionamento di mercato.
Implicazioni positive sulle aspettative dei titoli del settore difesa.
Per il settore industriale, l’aumento del costi dell’energy rappresenta un rischio per i margini visto la limitata possibilità di scaricare i maggiori costi sui clienti.
Da monitorare possibili problemi /chiusure anche per l’utilizzo dello S tretto di Bab el -Mandeb, che connette il Mar Rosso al Golfo di Aden. Attraverso questo stretto passa circa il 15% del commercio marittimo mondiale e come successo a fine 2023 con impatti significative su tempi di transito e costi di trasporto. Questa eventualità potrebbe avere ripercussioni negative per diversi settori industriali. Il blocco del traffico aereo nella regione, se prolungato, può avere ripercussioni negative per il settore lusso e su titoli direttamente impattati dal traffico aereo .



Azioni menzionate

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