INWIT - Fastweb rescinde il contratto quadro di fornitura di servizi
Fastweb disdice il MSA con INWIT (fine marzo 2028), avvia migrazione e causa; contesta i costi delle torri. Possibile accordo con sconto del 15% prima del 2038.

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Fatto
Inwit non è riuscita a fare prezzo in apertura con un teorico -9%. Fastweb ha notificato la risoluzione del MSA con INWIT nel rispetto delle clausole contrattuali: secondo l’interpretazione di Fastweb, l’accordo terminerà formalmente a fine marzo 2.028.
Le parti avvieranno un piano pluriennale di migrazione per garantire la continuità operativa, basato su accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative con partecipazione di Fastweb.
La decisione è motivata da costi delle torri ritenuti superiori ai livelli di mercato e dal mancato allineamento alle condizioni standard, con impatti sulla capacità di investimento nelle reti mobili e sul roll-out del 5G.
La società prevede di riallocare risorse verso nuove infrastrutture, qualità e copertura della rete, a fronte di investimenti annui pari a circa euro 1 miliardo. INWIT sostiene che l’accordo sia valido fino al 2.038; Fastweb ha quindi avviato un’azione legale per far valere il proprio diritto di recesso.
Effetto
La disdetta era in parte attesa, alla luce della posizione già espressa da Swisscom/Fastweb e dell’annuncio della joint venture con TIM per la realizzazione autonoma di circa 6.000 nuovi siti, iniziativa che potrebbe rappresentare una minaccia strutturale al business futuro di INWIT.
Dal canto suo, TIM non ha al momento manifestato alcuna intenzione di terminare l’MSA esistente, ma non ha escluso la possibilità di rinegoziare il contratto alla scadenza.
Nel nostro TP di euro 6,50/azione abbiamo già incorporato la revisione dell’outlook comunicata dalla società la scorsa settimana a seguito dell’annuncio della joint venture Fastweb -TIM, ma anche l’ipotesi di una riduzione del 25% degli attuali MSA con entrambi gli operatori dal 2038 in avanti.
Riteniamo che un accordo extragiudiziale tra le parti possa rappresentare uno scenario base (ragionevole uno sconto in area 15% per ciascun MSA prima del 2038, ovvero circa Eu 50-60mn per ciascun operatore, corrispondente al beneficio su CPI 2021-23 cristallizzato in perpetuity da INWIT), mentre sia l’ipotesi di mantenimento dello status quo (best case) sia quella di lungo e incerto contenzioso legale (worst case) ci sembrano oggi meno probabili, visto che nessuna delle parti dispone di un potere negoziale dominante.
Infine, nonostante i continui rumors su un possibile delisting da parte dei fondi, riteniamo che l’operazione richieda una forte fiducia nella solidità dei MSA con gli anchor tenant e debba fare i conti con la natura politicamente sensibile del dossier.
Azioni menzionate
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