HERA - Nessuna sorpresa significativa da risultati e outlook
Il Consiglio di Amministrazione ha proposto un Dividendo per azione di 0,16 euro

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Fatto
Hera ha pubblicato ieri i risultati definitivi del quarto trimestre 2025, sostanzialmente in linea con le attese e già anticipati a gennaio. I risultati sono stati principalmente guidati da:
1) minori margini nella vendita di energia elettrica, penalizzati dall’impatto negativo del rinnovo del contratto di salvaguardia;
2) una lieve riduzione dei margini nel Gas Supply, colpiti dal minor contributo del servizio di ultima istanza;
3) una forte performance delle attività regolate, con l’aggiornamento del Weighted Average Cost of Capital più che compensato da efficienze e aumento della Regulatory Asset Base;
4) una buona crescita nella divisione idrica grazie agli investimenti;
5) una crescita a mid-single digit dell’EBITDA nella divisione Ambiente. Nel dettaglio, l’EBITDA si è attestato a euro 500 milioni (-9% su base annua, in linea con le attese), l’EBIT a euro 283 milioni (-8% su base annua, in linea) e l’utile netto adjusted a euro 170 milioni (+3% su base annua, +2% sopra le attese), sostenuto da minori accantonamenti, oneri finanziari e tasse. Il debito netto è pari a euro 3.945 milioni (vs euro 4.029 milioni attesi, Posizione Finanziaria Netta/EBITDA 2,57x), a fronte di CapEx per euro 345 milioni (+15% su base annua).
Come già anticipato, il Consiglio di Amministrazione ha proposto un DPS di euro 0,16.
Dalla conference call è emerso che il gruppo non prevede modifiche alle politiche commerciali nonostante il contesto geopolitico, grazie a un’elevata copertura dei prezzi (solo il 15% è fisso e coperto).
Sul gas, Hera non ha approvvigionamenti diretti ma acquista al Punto di Scambio Virtuale, con ampia presenza di contratti variabili; il principale rischio resta la disponibilità europea di gas, mitigato da clausole di forza maggiore nei contratti con i clienti finali.
Nel Waste la crescita è sostenuta da prezzi leggermente più alti, maggiore offerta di servizi e volumi crescenti di rifiuti speciali.
Per il 2026 si prevedono contributi positivi da M&A, crescita delle reti e Waste, mentre tra gli elementi negativi si segnala la perdita di circa euro 40 milioni di one-off positivi del 2025 e un’ulteriore riduzione dei contributi dai mercati di ultima istanza.
Accantonamenti e capitale circolante potrebbero aumentare leggermente, senza effetti rilevanti.
Nessuna novità significativa sul fronte M&A, con focus su efficienze e sinergie da Sostelia.
Effetto
Riduciamo marginalmente le nostre stime di EPS 2026-2027 per incorporare l’impatto negativo sulla tassazione derivante dall’Energy Bills Decree (IRAP +2%), confermando il target price a euro 4,40, calcolato come media tra DCF e approccio a multipli. Riteniamo che Hera sia ben posizionata per beneficiare della leadership nel Waste e della crescita della clientela retail, supportata da una buona flessibilità finanziaria che consente di cogliere opportunità in mercati ancora frammentati.
Il titolo tratta a 7,1x 2026E EV/EBITDA, in linea con il settore, ma il limitato upside rispetto al nostro target, il dividend yield relativamente contenuto e l’assenza di catalyst di breve ci portano a confermare una view NEUTRAL. Per maggiori dettagli si veda la nota in uscita.
Azioni menzionate
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