Geox - Vendite in calo, ma perdita dimezzata e debito in miglioramento
La rete dei Geox Shops è scesa a 570 punti vendita da 616 di fine 2024, con 35 aperture e 81 chiusure nel corso del 2025

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Fatto
Geox ha chiuso il 2025 con ricavi pari a euro 608,7 milioni, in calo dell’8,3% su base annua (-8,5% a cambi costanti); escludendo la chiusura delle controllate in Cina e Stati Uniti e di alcuni canali non profittevoli, la flessione si riduce al 5,3%.
Nel corso dell’esercizio il gruppo ha sostenuto costi non ricorrenti per euro 12,1 milioni legati alla ristrutturazione del modello operativo. L’Adjusted EBIT è stato pari a euro 9,0 milioni, sostanzialmente in linea con euro 8,8 milioni del 2024, mentre l’EBIT reported si è attestato a euro -3,1 milioni rispetto a euro -4,2 milioni del 2024.
L’Adjusted EBITDA pre-IFRS 16 è sceso a euro 24,8 milioni da euro 26,2 milioni, mentre la perdita netta si è ridotta a euro 16,2 milioni da euro 30,3 milioni.
La PFN pre-IFRS 16 è migliorata a euro -92,6 milioni da euro -103,2 milioni a fine 2024.
Per canale, il wholesale ha registrato euro 194,3 milioni (-10,5%), il retail euro 249,2 milioni (-4,6%) e il web euro 165,2 milioni (-10,9%).
A livello geografico, l’Italia è scesa del 4,5%, l’Europa del 3,2% e gli Altri Paesi del 21,1%, penalizzati anche dalla chiusura delle attività in Cina e Stati Uniti. Il footwear è calato dell’8,0% e l’apparel dell’11,2%.
La rete dei Geox Shops è scesa a 570 punti vendita da 616 di fine 2024, con 35 aperture e 81 chiusure nel corso dell’anno. Per il 2026 il management prevede ancora ricavi in calo low single-digit, ma conferma gli obiettivi del piano in termini di adjusted EBIT margin al 2-3% e debito bancario nel range euro 80-85 milioni. È inoltre previsto un beneficio costi di euro 8-9 milioni dalle misure di efficienza, mentre la finalizzazione dell’aggiornamento del piano industriale è attesa per la primavera 2026.
Effetto
Il 2025 mostra un miglioramento di perdita netta e debito, ma il quadro operativo resta debole. Le vendite sono risultate in calo su tutti i canali, con particolare debolezza nel wholesale e nel web, mentre anche il retail ha risentito di un deterioramento del traffico nel secondo semestre.
La tenuta dell’Adjusted EBIT deriva principalmente dal taglio costi e dalla razionalizzazione della struttura più che da segnali di recupero commerciale. Anche l’outlook 2026 resta prudente, con ricavi ancora attesi in calo e visibilità limitata sulla ripresa della top line. Aggiorneremo in un prossimo report le nostre assumptions e valutazione.
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