AZIMUT - Raccolta solida a marzo nonostante il contesto macro
Raccolta netta di marzo a 945 milioni di euro

Photo by EschCollection/Getty Images
Fatto
Azimut ha riportato raccolta netta pari a euro 945 milioni nel mese di marzo, portando il totale del primo trimestre 2026 a euro 4,6 miliardi. Le masse totali si attestano a euro 143,8 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto a febbraio, riflettendo una certa volatilità dei mercati.
La raccolta è stata trainata principalmente dall’Italia (euro 802 milioni), con contributi aggiuntivi da Americhe (euro 86 milioni) e Strategic Affiliates (euro 106 milioni), mentre EMEA (-euro 47 milioni) e Asia-Pacific (-euro 2 milioni) risultano leggermente negativi.
Il mix della raccolta rimane solido, con euro 671 milioni in soluzioni gestite (circa 71%) e euro 273 milioni in prodotti amministrati, portando il totale da inizio anno a euro 2,84 miliardi in Asset under Management (circa 62%) e euro 1,77 miliardi in Asset under Custody (circa 38%).
Effetto
Il dato di marzo conferma un trend di raccolta positivo, seppur con un ritmo più normalizzato dopo il forte avvio d’anno.
Con euro 4,6 miliardi nel primo trimestre 2026 (circa 46% della guidance 2026), Azimut appare ben posizionata per raggiungere l’obiettivo di euro 10 miliardi di raccolta, anche in un contesto di mercato volatile. Il mix resta favorevole, con una forte componente di soluzioni gestite che continua a sostenere la visibilità sui ricavi, mentre il rallentamento rispetto ai mesi precedenti e una certa dispersione geografica suggeriscono un comportamento della clientela più selettivo, coerente con lo scenario macro attuale.
Riteniamo che Nova Investment Management (joint venture con UniCredit) continui a rappresentare un contributore rilevante alla raccolta, supportando le dinamiche di riallocazione delle masse da Amundi e configurandosi come driver strutturale di crescita nel 2026.
Nel complesso, i dati rafforzano la view di una piattaforma sempre più scalabile e diversificata a livello globale, beneficiando delle recenti operazioni di M&A e della crescente esposizione internazionale. Il progetto TNB resta un catalyst di medio termine; sebbene le tempistiche dipendano ancora dal processo regolamentare con Banca d’Italia e Consob, continuiamo a considerarlo un tema di execution gestibile, con incertezze principalmente legate al timing.
Azioni menzionate
Prova gratuita

