AMPLIFON : 2025 sotte le attese, nessuna indicazione sul 2026
Riduciamo le stime di fatturato per il 2026 del 2%, per riflettere il nuovo perimetro. Restano invece sostanzialmente invariate le ipotesi di crescita organica e margini nelle tre principali regioni.

Fatto
I risultati 2025 di Amplifon sono stati leggermente inferiori alle attese, con ricavi ed EBITDA circa 1–2% sotto il consenso di mercato e anche sotto le nostre stime.
Alla luce dell’attuale contesto geopolitico volatile, la società ha scelto con prudenza di non fornire una guidance dettagliata per il 2026, rinviando indicazioni più precise ai prossimi trimestri, quando la visibilità sul mercato sarà maggiore.
Il management ha comunque ribadito la fiducia nella capacità di Amplifon di crescere più velocemente del mercato in tutti i Paesi e di migliorare i margini nel periodo 2026–2027. Questo dovrebbe essere sostenuto sia dall’implementazione del programma Fit4Growth — che sta procedendo più rapidamente del previsto — sia da una maggiore leva operativa.
Prospettive per il 2026
Per il 2026 si prevede una graduale normalizzazione del mercato in Europa, Medio Oriente e Africa e un miglioramento del mercato privato negli Stati Uniti.
La domanda globale dovrebbe crescere di circa il 3%, rispetto all’1–2% registrato nel 2025, in linea con le indicazioni fornite da Demant (2–4%). Amplifon punta a crescere più del mercato in tutte le principali aree geografiche.
Programma Fit4Growth
Il piano Fit4Growth sta procedendo più velocemente del previsto su tutti e quattro i pilastri principali:
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efficienza della rete di negozi
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maggiore efficienza del back office
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controllo dei costi
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revisione strategica dei segmenti di business
Il miglioramento della marginalità operativa (margine EBITDA rettificato) è ora atteso nella parte alta dell’obiettivo, con un incremento di 150–200 punti base entro il 2027. I costi straordinari legati al piano sono stati ridotti a circa €25 milioni, rispetto ai €35 milioni stimati inizialmente.
Ottimizzazione del portafoglio
Nell’ambito del piano, questa settimana Amplifon ha ceduto a Demant le attività nel Regno Unito, caratterizzate da margini più bassi e dimensioni limitate (circa €33 milioni di ricavi, pari a circa l’1% del fatturato di gruppo).
La cessione comporterà costi straordinari non monetari di €18 milioni, che saranno contabilizzati nel primo trimestre.
Separatamente, il gruppo ha interrotto negli Stati Uniti un contratto di managed care a bassa marginalità, scaduto a fine 2025, che rappresentava circa l’1% delle vendite di gruppo, senza costi straordinari.
Effetto
Revisione delle stime
Riduciamo le stime di fatturato per il 2026 del 2%, per riflettere il nuovo perimetro dopo l’uscita dal Regno Unito e la cessazione del contratto negli Stati Uniti. Restano invece sostanzialmente invariate le ipotesi di crescita organica e margini nelle tre principali regioni.
Considerando anche maggiori imposte e oneri finanziari, questo comporta una riduzione dell’utile per azione stimato per il periodo 2026–2028 di circa il 5–7%.
Al tempo stesso miglioriamo le stime di flusso di cassa libero, grazie a minori investimenti, con una riduzione di circa €20 milioni nel 2026, dopo €30 milioni in meno già registrati nel 2025.
Nel breve termine riteniamo che il mercato possa mantenere un atteggiamento prudente. Un primo test importante sarà rappresentato dai risultati del primo trimestre, attesi il 5 maggio, che permetteranno di valutare la sostenibilità delle attuali stime sul 2026. Detto questo, ai livelli di prezzo attuali, particolarmente compressi, il profilo rischio/rendimento del titolo appare sensibilmente migliorato e potrebbe offrire un interessante punto di ingresso.
Confermiamo la raccomandazione OUTPERFORM, con target price invariato a €19. Maggiore dettagli nella nota in uscita.
Azioni menzionate
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