Eni - Risultati trimestrali sopra le attese, guidance migliorata
Buyback a 3,8 miliardi di euro e dividendo straordinario di 1,3 miliardi

Fatto
Eni ha pubblicato i risultati del terzo trimestre 2026, che si presentano sopra le attese.
La guidance è stata migliorata, mentre il buyback è aumentato a 3,8 miliardi di euro dai precedenti 3,4 miliardi di euro.
La società ha deliberato un extra dividendo per 1,3 miliardi di euro.
Nel dettaglio
- EBIT adjusted a 3.699 a milioni di euro (rispetto ai 3.350 milioni di euro attesi), EBIT adjusted pro forma a 5.994 milioni di euro (rispetto ai 5.394 milioni di euro attesi e consensus di 5.690 milioni di euro).
- L'utile netto adjusted ha raggiunto 2.801 milioni di euro (rispetto ai 2.410 milioni di euro attesi e consensus di 2.480 milioni di euro).
- Il debito netto (pre-IFRS 16) si è attestato a 6.702 milioni di euro (rispetto a 6.454 milioni di euro attesi).
- Capex a 1.345 milioni di euro (rispetto ai 1.700 milioni di euro attesi).
- Produzione E&P a 1.829 migliaia di barili di petrolio equivalente al giorno (rispetto alle 1.805 migliaia attese).
- Cash flow from operations prima delle variazioni del working capital a replacement cost a 4,3 miliardi di euro (rispetto a 4,2 miliardi di euro attesi e al consensus di 4,3 miliardi di euro).
A livello divisionale
E&P EBIT adjusted 2.704 milioni di euro (rispetto ai 2.560 milioni di euro attesi);
GGP & Power 439 milioni di euro (rispetto ai 420 milioni di euro attesi);
Enilive & Plenitude 510 milioni di euro (rispetto ai 480 milioni di euro attesi);
Refining & Chemicals 201 milioni di euro (rispetto ai 190 milioni di euro attesi);
Others -155 milioni di euro (rispetto ai -300 milioni di euro attesi).
Outlook 2026
Eni ha aggiornato lo scenario di riferimento alla luce delle attuali condizioni di mercato:
- ipotesi Brent rivista a 95 dollari USA al barile (rispetto ai precedenti 85 dollari USA al barile);
- gas TTF a 55 euro/MWh (dai precedenti 50 euro/MWh);
- margine di raffinazione SERM a 18 dollari USA al barile (rispetto ai precedenti 14 dollari USA al barile);
- cambio euro/dollaro USA a 1,15 volte (rispetto a 1,16 volte);
- produzione 2026 rivista al rialzo a +6-7% underlying (da circa il 5%);
- EBIT pro forma GGP rivisto al rialzo a circa 1,5 miliardi di euro da oltre 1,4 miliardi di euro precedenti;
- EBITDA pro forma Enilive rivisto al rialzo a 1,4 miliardi di euro da 1,3 miliardi di euro;
- Guidance Plenitude ridotta a 1,2 miliardi di euro da 1,3 miliardi di euro;
- cash flow from operations al netto delle variazioni del working capital rivisto al rialzo a 16,5 miliardi di euro dai 15 miliardi di euro;
- buyback aumentato a 3,8 miliardi di euro da 3,4 miliardi di euro, riflettendo il nuovo outlook sul cash flow from operations.
La società ha annunciato un dividendo straordinario di 1,3 miliardi di euro, capex lordo confermato a 7 miliardi di euro (da inizio anno 5,1 miliardi di euro).
Il capex netto è stato confermato sotto 4,5 miliardi di euro (meno di 5 miliardi la cifra precedente), gearing pro forma di fine anno atteso nella parte bassa del range 10-15%.
Effetto
Risultati molto solidi, con EBIT adjusted circa il 10% sopra le nostre attese, trainato da E&P e da un contributo di Others migliore delle previsioni.
Il cash flow from operations è rimasto in linea, mentre il capex è risultato significativamente inferiore alle attese.
La guidance 2026 è stata rivista al rialzo su produzione E&P, EBIT GGP, EBITDA Enilive e cash flow from operations, parzialmente compensati da un EBITDA Plenitude leggermente più basso.
Anche la remunerazione degli azionisti è risultata superiore alle attese, con il buyback aumentato a 3,8 miliardi di euro (rispetto ai 3,7 miliardi di euro attesi) e un dividendo straordinario di 1,3 miliardi di euro (rispetto a 1,0 miliardi di euro attesi).
La guidance sul capex netto è migliorata a sotto 4,5 miliardi di euro, supportando un gearing di fine anno nella parte bassa del range 10-15%.
