DATA CENTER - Opportunità e vincoli infrastrutturali in Italia

Italia accelera sui data center: +17% su base annua, 7 miliardi di euro investiti (70% Milano), 25 miliardi di euro entro il 2030. Colli di bottiglia: autorizzazioni e rete/energia.

Autore: Redazione
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Fatto

Secondo lo studio Engie/Key to Energy, citato da La Repubblica, l'Italia sta accelerando nello sviluppo di data center (+17% annuo di capacità installata, 7 miliardi di euro investiti, 70% concentrati nell'area milanese), con 25 miliardi di euro di investimenti previsti entro il 2030 e consumi energetici che potrebbero quadruplicare, superando il 10% del totale europeo.

Il mercato si è trasformato verso campus hyperscale (>30 MW) progettati per cloud e AI, più efficienti ma molto più energivori.

I principali colli di bottiglia restano due: autorizzativo (tempi di 18-36 mesi, parzialmente mitigati dal Decreto Legge Energia che riconosce i data center come infrastrutture strategiche e punta a ridurre i tempi sotto i 10 mesi) e infrastrutturale (richieste di connessione a 79 GW vs capacità disponibile, con rischio di saturazione della rete milanese entro il 2030 e perdite stimate di 1,1 milioni di euro di EBITDA per MW per ogni anno di ritardo nel time-to-power). Le soluzioni indicate includono Power Purchase Agreement multitecnologia, generazione on-site, riconversione di siti industriali dismessi e flessibilità della domanda, con i data center destinati a diventare attori attivi del sistema energetico entro il 2028-2030.

Effetto

Alcune società quotate italiane sono già attivamente impegnate nella realizzazione di data center hyperscale: INTRED (a Brescia) e, nell'area romana, Unidata, TIM e Rai Way.

La natura modulare di questi progetti consente loro di dosare gli investimenti in funzione dell'evoluzione della domanda, mitigando al contempo i principali rischi esecutivi evidenziati dallo studio: in primis l'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni locali — oggi il principale fattore di incertezza sul timing degli investimenti — ma anche la disponibilità di connessione alla rete elettrica e il reperimento di energia in quantità e qualità adeguate (continuità, rinnovabilità, competitività di costo).



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