Conti Risparmio - Proposta congiunta della finanza italiana al governo
Proposti al governo i conti Savings & Investment Account (SIA) con incentivi fiscali e almeno il 70% investito in strumenti UE/SEE, in linea con l’iniziativa UE volta a mobilitare il risparmio retail

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Fatto
Secondo Il Sole 24 Ore di oggi, ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB hanno presentato una proposta comune al Ministero dell’Economia sulla versione italiana di conti di risparmio che possano avvicinare gli investimenti dei risparmiatori italiani all’economia reale.
La proposta congiunta al Ministero dell’Economia e delle Finanze è indirizzata a favorire l’introduzione anche in Italia dei Savings & Investment Accounts (SIA), in linea con l’iniziativa UE volta a mobilitare il risparmio retail verso investimenti di più lungo termine. La proposta prevede conti d’investimento dedicati, potenzialmente aperti anche presso operatori diversi, con incentivi fiscali legati a un vincolo minimo di detenzione di 5 anni.
Secondo la proposta riportata dalla stampa, i portafogli dovrebbero investire almeno il 70% in strumenti finanziari emessi da società dell’UE o dello Spazio Economico Europeo, con alcune limitazioni sulla concentrazione, tra cui un massimo del 10% per singolo emittente. Per evitare un’eccessiva concentrazione sul mercato domestico, verrebbe inoltre previsto che almeno il 10% del portafoglio sia investito in titoli di emittenti UE non italiani.
Sul fronte fiscale, le associazioni chiedono di valutare una riduzione dell’imposta sulle rendite finanziarie dal 26% al 20% per gli investimenti detenuti all’interno dei SIA, oltre all’esenzione dall’imposta di successione. Tra le ipotesi vi sarebbe anche un limite ai versamenti di circa 40.000 euro all’anno, senza un tetto complessivo al patrimonio accumulabile.
Effetto
La proposta, che va nella giusta direzione. Per la prima volta si interviene in modo coordinato su tre fronti:
La domanda, cioè il risparmio retail;
L’offerta, cioè le società che si quotano;
La convenienza fiscale dell’equity, oggi penalizzata rispetto al debito.
Un SIA con prelievo forfettario e senza vincoli di durata sarebbe più semplice e flessibile dei piani individuali di risparmio, quindi potenzialmente potrebbe coinvolgere un pubblico più ampio. L’esperienza svedese dimostra che strumenti di questo tipo possono cambiare in modo duraturo le abitudini di investimento delle famiglie.
Restano da chiarire alcuni aspetti: la copertura finanziaria delle misure; i tempi di approvazione in legge di bilancio; la compatibilità con le regole UE, alla luce dei rilievi della Commissione sulla riserva domestica dei piani individuali di risparmio.
Il rafforzamento del bonus IPO e il ritorno di un incentivo alla capitalizzazione sarebbero invece un sostegno concreto alla pipeline di nuove quotazioni, soprattutto per Euronext Growth Milan e STAR. Seguiremo da vicino l’evoluzione normativa: se approvata, sarebbe un catalizzatore positivo per i flussi verso il segmento delle piccole e medie imprese quotate.
