Banche/assicurazion - Verso un contributo da circa 3 miliardi di euro
Banche e assicurazioni potrebbero contribuire alla Manovra per 3 miliardi di euro. Un rinvio delle tasse differite avrebbe effetti di cassa, preferibili a un aumento dell'IRAP.

Fatto
Secondo Il Sole 24 Ore e Il Messaggero, nella prossima legge di Bilancio, banche e assicurazioni sarebbero chiamate a un contributo complessivo di circa 3 miliardi di euro. Questo si inserirebbe in un pacchetto di maggiori entrate da circa 5 miliardi di euro, che coinvolgerebbe anche società energetiche, giochi e tabacchi.
Il presidente dell'ABI Antonio Patuelli ha più volte richiamato l'accordo triennale già in essere, che nella scorsa manovra ha garantito complessivamente 10,5 miliardi di euro. Secondo la stampa, il governo potrebbe ricorrere a strumenti già utilizzati in passato, cioè interventi sui crediti d'imposta deducibili negli anni futuri legati ad avviamenti, strumenti finanziari e svalutazioni crediti. Per le assicurazioni l'attenzione sarebbe sugli avviamenti.
L'entità definitiva dipenderebbe dal quadro delle spese e dall'esito del negoziato con Bruxelles sulla flessibilità per energia e difesa, atteso tra l'8 e il 10 novembre in sede Eurogruppo-Ecofin. Questo potrebbe far slittare l'invio alle Camere del disegno di legge di Bilancio, inizialmente previsto entro il 20 ottobre. Nel frattempo il Parlamento ha approvato lo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi di euro per il 2027-2028.
Effetto
Riteniamo che un intervento costruito su un ulteriore differimento della deducibilità delle attività per imposte anticipate (DTA) avrebbe natura di cassa e di timing. Non avrebbe invece impatti sull'utile netto e sulla capacità distributiva, con una zavorra sul CET1 limitato a pochi punti base, legato alla permanenza in bilancio delle DTA.
Sarebbe questo preferibile a un nuovo aumento dell'aliquota IRAP, che si sommerebbe all'addizionale di 2 punti percentuali già in vigore fino al 2028 e avrebbe un impatto permanente a conto economico.
