Banche - Il Governo studia per aumentare il contributo fiscale del settore
Un eventuale aggravio di 1 punto percentuale potrebbe comportare un impatto negativo a livello di EPS nell’ordine del 1,5%

Fatto
Lunedì 12 ottobre si terrà una riunione dei vertici dei partiti di maggioranza. Il giorno successivo un Consiglio dei Ministri potrebbe varare misure che garantiscano un aumento della contribuzione fiscale da parte di banche assicurazioni e settore energetico.
L’obbiettivo sarebbe di raccogliere fino a 2/3 miliardi di euro di maggiori contributi da questi settori.
Secondo le indiscrezioni di stampa, le misure allo studio includono il possibile ulteriore aumento di 1 punto percentuale dell’aliquota di tassazione IRAP o misure che riducano o deferiscano la deducibilità fiscale di goodwill e DTA (imposte differite).
Ricordiamo che il settore bancario aveva già concordato lo scorso anno un aumento di 2 punti percentuali dell’aliquota IRAP nella legge di bilancio del 2026 per un triennio. Un eventuale aggravio di 1 punto percentuale potrebbe comportare un impatto negativo a livello di EPS nell’ordine del 1,5% e in termini di tassazione un incremento complessivo nell’ordine di 0,4/0,5 miliardi di euro.
Viceversa eventuali misure su ammortamento del goodwill o delle DTA avrebbero impatti negativi a livello finanziario (anticipazione di pagamento di imposte per mancata deduzione degli ammortamenti nel periodo) ma non aumenterebbero in maniera sostanziale il carico fiscale complessivo per il settore.
Effetto
La notizia non è positiva ma riteniamo che l’impatto sia gestibile e non comporti effetti particolarmente rilevanti sulle proiezioni di crescita degli utili del settore.
Tra i partiti di maggioranza rimangono posizioni distanti su questo tema ma l’apertura di Fratelli d’Italia a queste misure rende questa possibilità più concreta.
