Azimut - USA, accordo per l'acquisizione di Beanstox

L'operazione serve per entrare nel direct-to-consumer statunitense. La piattaforma offre portafogli personalizzati in ETF a basso costo, con un modello di pricing ad abbonamento

Autore: Redazione
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Fatto

Azimut ha annunciato l’acquisizione del 100% di Beanstox, piattaforma fintech statunitense co-fondata nel 2018 da Kevin O’Leary e Connor O’Brien, attiva nella consulenza automatizzata tramite app mobile. La piattaforma offre portafogli personalizzati in ETF a basso costo, con un modello di pricing ad abbonamento, e rappresenta per Azimut l’ingresso nel mercato statunitense direct-to-consumer. Il closing è atteso nel quarto trimestre 2026, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari, alla riorganizzazione societaria e al processo di consenso dei clienti previsto dall’Investment Advisers Act.

Effetto

L'operazione è strategicamente interessante. Da fonti pubbliche, Beanstox risulta una piattaforma ancora di dimensioni contenute, con circa 15 milioni di dollari statunitensi di masse in gestione regolamentari (regulatory assets under management, il dato delle masse gestite dichiarato alle autorità di vigilanza statunitensi), 7 dipendenti e circa 20.000 conti riportati, mentre il prezzo indicativo dell'app è basato su piani mensili nell'area di 5-10 dollari statunitensi al mese.

Questi numeri indicano che Beanstox è oggi molto piccola rispetto alla scala di Azimut negli Stati Uniti, dove la piattaforma Azimut NSI ha già superato 20 miliardi di dollari statunitensi di masse in gestione, e rispetto al gruppo, che ha masse totali nell'area di 159 miliardi di euro. Di conseguenza, non ci aspettiamo un impatto materiale su raccolta, ricavi o utile netto nel 2026 e nel 2027.

Il valore industriale rimane con Azimut, che acquisisce una capacità digitale rivolta direttamente al consumatore finale e un canale potenzialmente scalabile per acquisire clienti al dettaglio americani a basso costo, distribuire nel tempo prodotti proprietari e fondi indicizzati quotati (exchange-traded fund) e creare un canale d'ingresso verso la piattaforma statunitense più ampia, oggi rafforzata da NSI e da Kennedy Capital Management.



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