Assicurazioni&Banche: l'aumento IRES si mangia il 3,5% dell'utile 2027

Allo studio del governo un incremento dell'IRES del 2,5%, blocco delle DTA e aumento della FTT. Impatto medio sugli utili 2027 delle quotate stimato al -3,5%; onere strutturale giudicato gestibile.

Autore: Redazione
Prospettiva dal basso di moderni edifici per uffici, con facciate in vetro che riflettono il cielo azzurro in una giornata soleggiata.

Photo by EschCollection/Getty Images

Fatto

La stampa riporta che il pacchetto di misure sul settore finanziario previsto dalla Legge di Bilancio 2027 si articolerebbe su tre principali interventi: un aumento dell’addizionale dell'imposta, un blocco di un anno sulle attività per imposte anticipate e un ulteriore incremento della tassa sulle transazioni finanziarie. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare il progetto di legge di bilancio domani. Le misure sono ancora allo studio e potrebbero cambiare a seguito del confronto con il settore bancario e assicurativo. Si tratta comunque della prima indicazione sugli strumenti attraverso i quali verrebbe realizzato il contributo di circa 5 miliardi di euro per il 2027 previsto dal Documento Programmatico di Bilancio.

IRES. L’addizionale applicata alle banche è attualmente pari al 3,5% (aliquota complessiva del 27,5% rispetto all’aliquota ordinaria del 24%). L’addizionale aumenterebbe di 2,5 punti percentuali, portando l’aliquota complessiva vicino al 30%. La misura si applicherebbe a banche, assicurazioni e altre società finanziarie. Si tratterebbe di un costo strutturale a conto economico, leggermente superiore ai 2 punti percentuali ipotizzati nel nostro precedente scenario base.

Attività per imposte anticipate. Per il 2027, banche, assicurazioni e società non finanziarie non potrebbero convertire le attività per imposte anticipate in crediti d’imposta utilizzabili in compensazione. Verrebbero inoltre introdotte maggiori restrizioni alla cessione dei crediti d’imposta legati alle attività per imposte anticipate. Si tratta di una misura con impatto sulla cassa e sulla tempistica, senza effetti diretti sul conto economico. Nel nostro framework rientra quindi nella componente cash e avrebbe un impatto principalmente sulla liquidità e sulla tempistica della generazione di capitale.

Tassa sulle transazioni finanziarie. L’aliquota sugli acquisti di azioni di società quotate con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro verrebbe nuovamente raddoppiata, passando da 20 punti base a 40 punti base (per le operazioni over-the-counter da 40 punti base a 60 punti base). L’aliquota sull’high-frequency trading passerebbe invece da 4 punti base a 6 punti base. La tassa sulle transazioni finanziarie è a carico degli investitori, non degli intermediari finanziari, anche se un ulteriore incremento potrebbe pesare sui volumi di negoziazione e quindi sui titoli maggiormente esposti ai ricavi da brokerage.

Effetto

Simulazione aggiornata: +2,5 punti percentuali di IRES. Abbiamo aggiornato le nostre simulazioni ipotizzando un incremento di 2,5 punti percentuali, rispetto ai 2 punti percentuali del nostro precedente scenario base. Per il perimetro delle società quotate, le maggiori imposte ammonterebbero a circa 1,23 miliardi di euro nel 2027, rispetto a circa 0,9 miliardi di euro nel nostro scenario base. L’impatto sull’utile netto 2027 sarebbe pari in media a circa -3,5%, rispetto a circa -2,7% nel nostro scenario base. Confermiamo che la banca meno impattata appare UniCredit in considerazione della minore esposizione all’Italia. L’impatto sul CET1 sarebbe pari a circa 4 punti base per UCG e 9-13 punti base per le banche domestiche. Le società quotate rappresentano approssimativamente due terzi del settore. Su questa base, la sola maggiorazione IRES genererebbe un gettito di circa 1,7-1,8 miliardi di euro, pari a circa il 35% dei 5 miliardi di euro complessivi. Si tratta di una quota superiore al nostro scenario base (30%) e alla nostra prima simulazione (20%), ma ancora lontana dal nostro scenario peggiore. La parte restante deriverebbe dal blocco delle attività per imposte anticipate, che rappresenta principalmente un effetto temporale, e dalla tassa sulle transazioni finanziarie, che grava sugli investitori. L’onere permanente a conto economico per il settore rimarrebbe pertanto significativamente inferiore rispetto alla cifra complessiva indicata di 5 miliardi di euro.

Il mix di misure appare meno favorevole rispetto alle nostre ipotesi, in quanto fa maggiore affidamento su un incremento strutturale dell’aliquota fiscale anziché su misure una tantum. Tuttavia, un impatto del 3,5-4% sull’EPS 2027 per gli operatori domestici ci sembra ancora gestibile. L’esperienza delle precedenti leggi di bilancio suggerisce inoltre che il pacchetto finale potrebbe essere attenuato prima della sua approvazione definitiva. Il settore ha già comunicato al Governo di considerare queste misure come una rottura rispetto all’accordo dello scorso anno. Aggiorneremo le nostre stime non appena sarà disponibile il testo del disegno di legge di bilancio.



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.