Intred - Margini forti nonostante l'impegno nel marketing e M&A
I risultati FY24 mostrano ricavi e EBITDA in crescita. Prospettive positive per FY25, target confermati per FY27, con focus su espansione della rete e sinergie.
- Data studio
- 26/03/25
- Target di lungo termine
- 16.50€
- Potenziale upside
- 47.98%
- Giudizio
- BUY
Data studio
26/03/25
Target di lungo termine
16.50€
Potenziale upside
47.98%
Giudizio
BUY
I risultati FY24: i ricavi totali sono stati pari a €55.9 milioni (già comunicati l'11 febbraio, in linea con il target di €56-58 milioni), con ricavi netti pari a €55.2 milioni. Il margine EBITDA ha superato le aspettative, raggiungendo il 43% per l'intero anno (rispetto alla nostra stima del 42%), nonostante (a) €4.2 milioni in spese di marketing straordinarie - pari al 7% dei ricavi rispetto a un ~3% storico - mirate a rafforzare la notorietà del marchio nel tempo e (b) il consolidamento a marginalità inferiore di Connecting Italia (margine del 14.9%). Escludendo questo, il margine standalone di INTRED si è attestato al 44.5% e ci si aspetta che Connecting Italia converga gradualmente verso la profittabilità di INTRED, seguendo una strategia simile a quella adottata per l'integrazione riuscita di QCOM. Nonostante un EBITDA più elevato (€24 milioni, +€1.5 milioni su base annua), l'EBIT è risultato pari a €11.8 milioni (-€0.9 milioni su base annua, nostra esp. €11.6 milioni), riflettendo D&A più alte (+€2.4 milioni su base annua), mentre l'utile netto si è attestato a €6.9 milioni (-€1.3 milioni su base annua, nostra esp. €7.1 milioni), ulteriormente colpito da un aumento degli oneri finanziari netti (+€0.4 milioni su base annua). FCFO è stato pari a €21.7 milioni (rispetto alla nostra stima di €26.4 milioni). DPS proposto a €0.10 (nostra esp. €0.11). Il debito netto era di €32.8 milioni (rispetto alla nostra esp. di €28.2 milioni), principalmente a causa di maggiori CapEx di €32.2 milioni (rispetto alla nostra esp. di €28.2 milioni), con l'81% destinato all'espansione della rete proprietaria e il 19% a IRU.
Analisi
Outlook. Per il FY25, le prospettive rimangono positive, con trend incoraggianti nei primi mesi dell'anno, supportati da volumi in crescita. Gli investimenti continueranno a concentrarsi sull'espansione della rete proprietaria, mentre l'azienda attende i permessi per il progetto del data center di Brescia, che prevede un investimento di €13 milioni (di cui stimiamo €4-5 milioni saranno spesi quest’anno e il resto nel FY26). Dal FY26 in poi, la Società prevede una diminuzione degli investimenti che dovrebbe supportare la generazione di cassa. Gli obiettivi per il FY27 presentati lo scorso settembre rimangono quindi confermati: ricavi tra €67 milioni e €73 milioni, EBITDA tra €34 milioni e €36 milioni (circa il 50% di margine) e capex cumulati di €80 milioni nel periodo 2024–27.
Variazione nelle stime
Cambiamento nelle stime: Facciamo piccoli aggiustamenti alle nostre stime FY25, rivedendo i ricavi e l’EBITDA dell'1–2%. Prevediamo ora un'espansione del margine di 1.7pp nel FY25 e di circa 2– 3pp nel FY26–27, grazie ai ritorni dalla campagna di marketing e al riposizionamento di Connecting Italia. Questi cambiamenti si traducono una revisione modesta dell'EPS (-3% sul FY25-26). Inoltre, abbiamo posticipato dal FY25 al FY26 parte degli investimenti relativi al data center questo ci porta ad ipotizzare un picco di debito a fine 2025 a €35 milioni (1.3x EBITDA), seguito da una riduzione in area €30 milioni a fine 2026 (1.0x) e €13 milioni a fine 2027 (0.4x).
La view degli analisti
Giudizio: BUY confermato; TP a €16.5 da €17.2. Le attese per il FY25 dipendono in larga parte dal processo di riposizionamento del brand avviato nel FY24, dalla progressiva uscita dei ricavi legati ai bandi scolastici e dalla capacità dell’azienda di attivare rapidamente sinergie di costo con Connecting Italia, allineandone la redditività a quella del Gruppo. Riteniamo inoltre che la Società sia ben posizionata per cogliere opportunità di differenziazione in aree adiacenti, in particolare grazie al progetto del data center, che richiede investimenti contenuti, è altamente sinergico con il core business e dovrebbe offrire una buona visibilità sul fatturato di lungo periodo e un’interessante redditività una volta raggiunta la saturazione della capacità, in grado di garantire un IRR in area 20%. Ulteriore upside potrebbe emergere da operazioni di M&A, considerata la disponibilità di asset strategici, come una rete proprietaria e una base clienti fidelizzata, che rendono l’azienda ben posizionata in un contesto di consolidamento del mercato. Attualmente, il titolo tratta a circa 7x EV/EBITDA'25 (Unidata circa 4x, settore Telco europeo circa 6x).
Azioni menzionate
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