ANALISI FONDAMENTALE:MAIRE TECNIMONT
Dopo il rimbalzo dell'azione nell'ultima parte del 2011, spinto dall'arrivo di nuovi ordini, adesso sul titolo prevalgono le incertezze relative alle attività in Sud America. Sui conti peseranno le perdite causate dal rallentamento dei lavori della centrale di Santa Maria in Cile e dalla competizione in Medio Oriente.

L’azione è rimbalzata dai minimi di settembre grazie a nuovi ordini. Il titolo Maire Tecnimont [MTCM.MI], dopo il drammatico calo legato alle perdite sui progetti in Sud America, è rimbalzato dai minimi raggiunti a settembre grazie alle buone notizie sul fronte del portafoglio ordini.
Alla fine di ottobre Maire Tecnimont ha annunciato un ordine di 280 milioni di dollari ad Abu Dhabi per la costruzione di una rete ferroviaria, seguito da un progetto nel settore dei fertilizzanti in Egitto da 540 milioni di dollari e dal contratto per il “Terzo Valico” in Italia.
Le incertezze però restano. Malgrado le buone notizie, crediamo che le nuvole all’orizzonte non siano del tutto scomparse: l’impatto delle difficoltà che la società ha subìto in Sud America (Cile e Brasile) nel 2011 non è definito, mentre il livello dei nuovi ordini non è rassicurante.
La valutazione dei progetti sudamericani. Dopo aver riportato 188 milioni di effetto negativo nella divisione Power a causa della svalutazione delle attività in Sud-America nel secondo trimestre 2011, Maire Tecnimont ha chiarito che tale impatto è al netto dei costi extra (a carico della società) e delle cause nei confronti dei debitori (a favore della società), con questi ultimi quantificati a circa 100 milioni di euro.
I negoziati con i clienti da una parte e i sub-fornitori dall'altra dovrebbero essersi conclusi a metà ottobre ma fino ad ora nessuna notizia è stata diffusa a riguardo.
Al contrario, Colbun, cliente cileno che ha fatto causa a Maire Tecnimont per i ritardi sulla costruzione della centrale di Santa Maria, ha deciso di esercitare il suo diritto ad attingere alle garanzie bancarie e ha ottenuto da Maire un risarcimento di 67 milioni di dollari.
Posizione finanziaria. Le perdite in Sud America hanno avuto un impatto sulla posizione finanziaria 2011: i covenants sono stati “rotti” e la società è in fase di negoziazione delle linee di credito. Nonostante rumors di un esito positivo del processo di negoziazione, nessun annuncio ufficiale è stato ancora rilasciato.
Outlook di settore: debole per i petrolchimici, forte competizione nel settore Oil&Gas Onshore. Nonostante gli sforzi di Maire Tecnimont di diversificare la sua presenza nel mondo, la società è ancora focalizzata in Medio Oriente, con il 52% del portafoglio ordini concentrato in quell’area. A fronte del calo degli investimenti di Abu Dhabi nel settore Oil&Gas e della crescente competizione da parte dei coreani, vediamo un rischio di calo degli ordini nel 2012.
Giudizio NEUTRALE e target price a 1 euro. Abbiamo aggiornato le nostre stime per recepire il recente pagamento di 67 milioni di dollari a Colbun, i maggiori tassi di interesse che accompagneranno i futuri accordi con le banche sulle nuove linee di credito e attese più conservative sui nuovi ordini in arrivo nel 2012-2013.
Questo ci porta a una revisione al ribasso dell’8% sull’utile per azione 2011, del 23% sul 2012 e del 28% sul 2013. Riduciamo la nostra valutazione (fair value) a 1,20 euro da 1,50 euro con un nuovo target price a 1 euro, calcolato applicando uno sconto “rischio” del 20%.
Investment case. Ai prezzi correnti l’azione tratta a multipli poco attraenti e crediamo che la performance del titolo potrebbe essere penalizzata nei prossimi mesi a fronte di possibili notizie negative su maggiori costi dei progetti in corso e di rifinanziamento.
Data la scarsa visibilità in termini di nuovi potenziali ordini e data la crescente competizione nell’Oil&Gas, adottiamo una visione più cauta sull’azione, abbassando il giudizio a NEUTRALE. Ai prezzi attuali vediamo opportunità migliori nel settore come Saipem [SPMI.MI], Tenaris [TENR.MI] e Trevi [TFI.MI].
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013

Alla fine di ottobre Maire Tecnimont ha annunciato un ordine di 280 milioni di dollari ad Abu Dhabi per la costruzione di una rete ferroviaria, seguito da un progetto nel settore dei fertilizzanti in Egitto da 540 milioni di dollari e dal contratto per il “Terzo Valico” in Italia.
Le incertezze però restano. Malgrado le buone notizie, crediamo che le nuvole all’orizzonte non siano del tutto scomparse: l’impatto delle difficoltà che la società ha subìto in Sud America (Cile e Brasile) nel 2011 non è definito, mentre il livello dei nuovi ordini non è rassicurante.
La valutazione dei progetti sudamericani. Dopo aver riportato 188 milioni di effetto negativo nella divisione Power a causa della svalutazione delle attività in Sud-America nel secondo trimestre 2011, Maire Tecnimont ha chiarito che tale impatto è al netto dei costi extra (a carico della società) e delle cause nei confronti dei debitori (a favore della società), con questi ultimi quantificati a circa 100 milioni di euro.
I negoziati con i clienti da una parte e i sub-fornitori dall'altra dovrebbero essersi conclusi a metà ottobre ma fino ad ora nessuna notizia è stata diffusa a riguardo.
Al contrario, Colbun, cliente cileno che ha fatto causa a Maire Tecnimont per i ritardi sulla costruzione della centrale di Santa Maria, ha deciso di esercitare il suo diritto ad attingere alle garanzie bancarie e ha ottenuto da Maire un risarcimento di 67 milioni di dollari.
Posizione finanziaria. Le perdite in Sud America hanno avuto un impatto sulla posizione finanziaria 2011: i covenants sono stati “rotti” e la società è in fase di negoziazione delle linee di credito. Nonostante rumors di un esito positivo del processo di negoziazione, nessun annuncio ufficiale è stato ancora rilasciato.
Outlook di settore: debole per i petrolchimici, forte competizione nel settore Oil&Gas Onshore. Nonostante gli sforzi di Maire Tecnimont di diversificare la sua presenza nel mondo, la società è ancora focalizzata in Medio Oriente, con il 52% del portafoglio ordini concentrato in quell’area. A fronte del calo degli investimenti di Abu Dhabi nel settore Oil&Gas e della crescente competizione da parte dei coreani, vediamo un rischio di calo degli ordini nel 2012.
Giudizio NEUTRALE e target price a 1 euro. Abbiamo aggiornato le nostre stime per recepire il recente pagamento di 67 milioni di dollari a Colbun, i maggiori tassi di interesse che accompagneranno i futuri accordi con le banche sulle nuove linee di credito e attese più conservative sui nuovi ordini in arrivo nel 2012-2013.
Questo ci porta a una revisione al ribasso dell’8% sull’utile per azione 2011, del 23% sul 2012 e del 28% sul 2013. Riduciamo la nostra valutazione (fair value) a 1,20 euro da 1,50 euro con un nuovo target price a 1 euro, calcolato applicando uno sconto “rischio” del 20%.
Investment case. Ai prezzi correnti l’azione tratta a multipli poco attraenti e crediamo che la performance del titolo potrebbe essere penalizzata nei prossimi mesi a fronte di possibili notizie negative su maggiori costi dei progetti in corso e di rifinanziamento.
Data la scarsa visibilità in termini di nuovi potenziali ordini e data la crescente competizione nell’Oil&Gas, adottiamo una visione più cauta sull’azione, abbassando il giudizio a NEUTRALE. Ai prezzi attuali vediamo opportunità migliori nel settore come Saipem [SPMI.MI], Tenaris [TENR.MI] e Trevi [TFI.MI].
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013

Fonte: elaborazione Websim-Intermonte
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