ANALISI FONDAMENTALE: TREVI
Finalmente il debito netto inizia a diminuire
Risultati del secondo trimestre 2012 di Trevi [TFI.MI].
Nel periodo aprile –giugno si è registrata una flessione sia dei ricavi che dell’Ebitda: particolarmente debole la redditività della divisione Mechanical. L’utile netto è stata sostenuto dal tasso di cambio, le tasse pagate dalla società sono state più alte del previsto, pari a circa il 57% dell’imponibile.
Nel dettaglio. I ricavi sono cresciuti dell’8% su base annua a 277 milioni di euro (-10% su base trimestrale), l’Ebitda è sceso del 25% a 25 milioni (-23% sul trimestre precedente) e l’utile netto del 51% a 4 milioni (-54% trimestre su trimestre). Noi ci aspettavamo 2 milioni di euro di utile e 26 milioni di euro di Ebitda.
Buone notizie sul fronte dei flussi di cassa, con il debito netto in calo a 426 milioni, contro i 495 milioni della fine di marzo: il miglioramento è dovuto agli incassi dei lavori svolti per la compagnia petrolifera messicana Pemex.
Il portafoglio ordini ha chiuso a 929 milioni di euro, meglio delle nostre aspettative di 910 milioni, confermando la solida posizione.
In precedenza, nel quarto trimestre del 2011 c’era stato un drastico peggioramento dei risultati e nel corso del primo trimestre 2012, a fronte di un recupero dei margini, si è registrato un ulteriore aumento del debito.
Divisioni e aree geografiche. Dopo i solidi risultati del primo trimestre 2012, la divisione Servizi ha sofferto un calo di redditività: l’Ebitda è sceso del 9% anno su anno a 19 milioni di euro (-25% su base trimestrale), l’Ebitda margin è passato al 14,2% dal 18,3% del primo trimestre 2012.
Nonostante un lento miglioramento, la divisione Metalmeccanica continua a registrare deboli risultati: Ebitda -46% su base annua a 8 milioni di euro, +36% sul trimestre precedente.
La divisione Soilmec soffre la forte concorrenza.
A livello geografico, con l’eccezione dell’Africa e del Medio Oriente, tutte le altre aree hanno registrato un peggioramento.
Debito netto in calo rispetto al trimestre precedente. La nota positiva è stata la diminuzione del debito netto, confermando le indicazioni fornite dal management nel corso della conference call sul conti del primo trimestre 2012.
Durante il secondo trimestre 2012, sono stati portati a termine lavori di perforazione petrolifera, l’incasso del dovuto ha determinato un miglioramento dell’indebitamento finanziario netto di circa 70 milioni di euro, un calo significativo dal picco visto lo scorso anno.
La società ha confermato che a fine 2012 il debito sarà uguale a quello di fine 2011: si conferma la capacità del gruppo di generare flussi di cassa. Ci aspettiamo che il miglioramento, anche grazie a condizioni di pagamento meno problematiche, prosegua nei prossimi trimestri.
Indicazioni sull’andamento dei diversi settori. Trevi ha confermato che le prospettive del settore Oil&Gas rimangono favorevoli, la società è ben posizionata sul mercato.
Nel segmento Foundation la situazione è più difficile e frammentata, in particolare, i margini sono ancora deboli nell’intera Eurozona.
Aggiorniamo la valutazione e le stime. Sulla base dei risultati del secondo trimestre 2012, lasciamo invariate le nostre stime sull’Ebita 2012, ma tagliamo del 9% le stime dell’utile netto per le alte tasse e perché abbiamo alzato le svalutazioni e gli accantonamenti.
Rivediamo al ribasso del 2% l’Ebitda 2013 e del 13% l’utile netto, i motivi del taglio sono gli stessi del 2012.
Confermiamo il giudizio Neutrale con un target price di 4,80 euro. Nonostante il declino dell’indebitamento finanziario netto registrato in giugno, secondo le nostre stime, i risultati del secondo trimestre 2012 restano deboli. Le previsioni incoraggianti per il settore Oil&Gas non bastano, il mercato delle infrastrutture in Europa ed in Italia resta debole, inoltre le condizioni finanziarie restano precarie ed in questo quadro, i pagamenti della clientela restano a rischio.
Per questo motivo confermiamo il giudizio NEUTRALE e alziamo il target price da 3,8 euro a 4,8 euro, per riflettere la diminuzione del debito netto e la rivalutazione del settore.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
www.websim.it
Nel periodo aprile –giugno si è registrata una flessione sia dei ricavi che dell’Ebitda: particolarmente debole la redditività della divisione Mechanical. L’utile netto è stata sostenuto dal tasso di cambio, le tasse pagate dalla società sono state più alte del previsto, pari a circa il 57% dell’imponibile.
Nel dettaglio. I ricavi sono cresciuti dell’8% su base annua a 277 milioni di euro (-10% su base trimestrale), l’Ebitda è sceso del 25% a 25 milioni (-23% sul trimestre precedente) e l’utile netto del 51% a 4 milioni (-54% trimestre su trimestre). Noi ci aspettavamo 2 milioni di euro di utile e 26 milioni di euro di Ebitda.
Buone notizie sul fronte dei flussi di cassa, con il debito netto in calo a 426 milioni, contro i 495 milioni della fine di marzo: il miglioramento è dovuto agli incassi dei lavori svolti per la compagnia petrolifera messicana Pemex.
Il portafoglio ordini ha chiuso a 929 milioni di euro, meglio delle nostre aspettative di 910 milioni, confermando la solida posizione.
In precedenza, nel quarto trimestre del 2011 c’era stato un drastico peggioramento dei risultati e nel corso del primo trimestre 2012, a fronte di un recupero dei margini, si è registrato un ulteriore aumento del debito.
Divisioni e aree geografiche. Dopo i solidi risultati del primo trimestre 2012, la divisione Servizi ha sofferto un calo di redditività: l’Ebitda è sceso del 9% anno su anno a 19 milioni di euro (-25% su base trimestrale), l’Ebitda margin è passato al 14,2% dal 18,3% del primo trimestre 2012.
Nonostante un lento miglioramento, la divisione Metalmeccanica continua a registrare deboli risultati: Ebitda -46% su base annua a 8 milioni di euro, +36% sul trimestre precedente.
La divisione Soilmec soffre la forte concorrenza.
A livello geografico, con l’eccezione dell’Africa e del Medio Oriente, tutte le altre aree hanno registrato un peggioramento.
Debito netto in calo rispetto al trimestre precedente. La nota positiva è stata la diminuzione del debito netto, confermando le indicazioni fornite dal management nel corso della conference call sul conti del primo trimestre 2012.
Durante il secondo trimestre 2012, sono stati portati a termine lavori di perforazione petrolifera, l’incasso del dovuto ha determinato un miglioramento dell’indebitamento finanziario netto di circa 70 milioni di euro, un calo significativo dal picco visto lo scorso anno.
La società ha confermato che a fine 2012 il debito sarà uguale a quello di fine 2011: si conferma la capacità del gruppo di generare flussi di cassa. Ci aspettiamo che il miglioramento, anche grazie a condizioni di pagamento meno problematiche, prosegua nei prossimi trimestri.
Indicazioni sull’andamento dei diversi settori. Trevi ha confermato che le prospettive del settore Oil&Gas rimangono favorevoli, la società è ben posizionata sul mercato.
Nel segmento Foundation la situazione è più difficile e frammentata, in particolare, i margini sono ancora deboli nell’intera Eurozona.
Aggiorniamo la valutazione e le stime. Sulla base dei risultati del secondo trimestre 2012, lasciamo invariate le nostre stime sull’Ebita 2012, ma tagliamo del 9% le stime dell’utile netto per le alte tasse e perché abbiamo alzato le svalutazioni e gli accantonamenti.
Rivediamo al ribasso del 2% l’Ebitda 2013 e del 13% l’utile netto, i motivi del taglio sono gli stessi del 2012.
Confermiamo il giudizio Neutrale con un target price di 4,80 euro. Nonostante il declino dell’indebitamento finanziario netto registrato in giugno, secondo le nostre stime, i risultati del secondo trimestre 2012 restano deboli. Le previsioni incoraggianti per il settore Oil&Gas non bastano, il mercato delle infrastrutture in Europa ed in Italia resta debole, inoltre le condizioni finanziarie restano precarie ed in questo quadro, i pagamenti della clientela restano a rischio.
Per questo motivo confermiamo il giudizio NEUTRALE e alziamo il target price da 3,8 euro a 4,8 euro, per riflettere la diminuzione del debito netto e la rivalutazione del settore.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
www.websim.it
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