A2A - ANALISI FONDAMENTALE

La crescita degli utili potrebbe rallentare.
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A2A [A2.MI] è la maggiore multiutility Italiana, ai vertici nei settori energia, ambiente, calore e reti. Leader nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento.

a2a.jpgIl quarto trimestre 2018 è stato caratterizzato da prezzi dell’elettricità elevati (in media il Prezzo Unico Nazionale è stato 68,6 euro/MWh, in aumento del 10,8% su base annua e invariato su base trimestrale), supportato da prezzi del gas robusti (0,258 euro/m3, +18,7% su base annua e -1,7% su base trimestrale) e prezzi CO2 in aumento (ETS ha chiuso a 25 euro/ton alla fine dell’anno).

Questo dovrebbe aver messo pressione su dark spread (differenziale tra le quotazioni dell’energia elettrica e combustibili) e spark spread (tra i prezzi energia elettrica e prezzi del gas), creando un difficile confronto su base annua. Il trimestre è stato inoltre caratterizzato da una domanda di gas molto debole (-8,9% su base annua), con consumo residenziale in ribasso del 10,7% (temperature molto elevate), termico -8,6% e industriale -4,6%.
 
Con i prezzi del petrolio sulle montagne russe nel corso degli ultimi tre mesi, abbiamo deciso di incorporare un outlook più cauto per quanto riguarda le nostre stime, rifinendo ulteriormente le nostre assunzioni sul prezzo del Brent per il 2019-20. Di contro, abbiamo aggiustato al rialzo le nostre stime per il prezzo dell’energia domestico (PUN 2019 a 63,2 euro/MWh da 61,8 euro/MWh, per il 2020 da 62,0 euro a 60,5), basandoci su fatto che il prezzo del gas possa rimanere elevato e i prezzi della CO2 possano continuare a crescere. Per quanto riguarda i prezzi del gas, abbiamo mantenuto le nostre stime per il 2019-20 praticamente inalterate (rispettivamente 0,250 euro/m3 e 0,24 euro/m3), infine abbiamo assunto prezzi sui diritti per l’emissione CO2 in leggero aumento nel 2019-20 (21,0 euro/ton nel 2019, in aumento a 24,0 euro/ton nel 2021).
 
Abbiamo aggiornato le nostre stime per A2A per considerare alcuni fattori:

1) volumi gas/riscaldamento e margini più deboli nel quarto trimestre 2018; 2) margini della generazione dell’energia termica più deboli nel 2019;
3) margini al dettaglio più bassi nel 2019-20;
4) margini per la distribuzione del gas e dell’acqua leggermente più bassi; 5) volumi WTE più bassi nel 2019;
6) contribuzione più debole da parte di ACSM-AGAM nel 2019.

Abbiamo inoltre aumentato leggermente le nostre assunzioni su deprezzamento e accantonamenti per il 2019-20. Tutti questi fattori si traducono in un taglio sugli utili per azione del 2% per il 2018, del 19% nel 2019 e del 12% nel 2020.
 
Nonostante i numeri deboli nel terzo trimestre, il titolo ha continuato a performare negli ultimi due mesi ( +10% rispetto all’indice FTSE Mib), su attese positive per l’ultimo trimestre dell’anno. Pe le assunzioni fatte  vediamo invece il rischio di un quarto trimestre più debole.

Questo, insieme a margini sull’energia al dettaglio e immondizia più deboli, potrebbero impattare  i margini nei prossimi trimestri. Togliamo quindi il titolo dalla lista titoli interessanti. assegnandole un giudizio NEUTRALE.

Raccomandazione NEUTRALE, target price a 1,70 euro.

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Azioni menzionate

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