Focus sui Mercati Finanziari

Fallito il primo round di colloqui tra Usa e Iran, petrolio e gas in forte rialzo, i future di Wall Street cedono lo 0,6%, quelli europei lasciano sul terreno l'1,4%. Si lavora per un nuovo incontro.

Autore: Marino Masotti
Industria della produzione di gas vicino a Novy Urengoi; produzione e lavorazione di gas naturale in Russia.

Photo by Vostok/Getty Images

Borse di notte

Le borse asiatiche sono in calo dopo il fallimento dell'incontro, il primo, fra Iran e Stati Uniti avvenuto sabato in Pakistan. L’indice MSCI Asia Pacific perde l’1%. Salgono petrolio e dollaro, scivolano oro e future, quelli di Wall Street -0,6%, quelli dell'Eurostoxx -1,5%. il Wall Street Journal ha riportato che diversi Paesi stanno lavorando per riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati.

In Giappone, il Nikkei perde lo 0,8%. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha raggiunto il livello più alto dal 1997. In Cina, il CSI 300 perde lo 0,1%. L’Hang Seng di Hong Kong l’1,2%. L’indice Taiex di Taiwan lascia sul terreno lo 0,1%, con TSMC che arretra dell’1%. Pechino ha annunciato una serie di incentivi a favore di Taiwan, dopo lo storico incontro avvenuto tra il presidente Xi Jinping e la leader dell’opposizione dell’isola, Cheng Li-wun. In Corea del Sud il Kospi perde l’1%. Samsung Electronics è fra i titoli più deboli,- 3%. Sensex di  Mumbay -1,3%.

Punto sul mercato

La stagione dei dividendi di Piazza Affari partirà sotto i migliori auspici: l'indice FTSEMIB Total Return (che accumula l'effetto dei dividendi staccati nel corso degli anni) ha segnato venerdì scorso il suo  record storico, ampliando la performance del 2026 a +6,25%, un risultato eccellente se calato nello scenario geostrategico attuale.

Il primo appuntamento è per lunedì 20 aprile quando sette blue chips verseranno nelle tasche degli azionisti una cedola annuale o parziale. Secondo le stime degli analisti raccolte da Bloomberg, il FTSEMIB dovrebbe distribuire un dividendo medio su base annua intorno al 4,25%, dato che si confronta con il 3,85% del BTP decennale.

Ricordiamo che venerdì 18 aprile sarà l'ultimo giorno utile per poter passare lunedì all'incasso. Sotto l'elenco completo.  

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Macrovariabili

Petrolio (Brent a 102,0 usd)

Il Brent sale del +7,3%. Si era appena conclusa la peggior settimana dallo scorso giugno (-12,60%) su aspettative che si sono rivelate nel breve eccessivamente ottimistiche. Lo stato dell'arte segnala che ii primo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si è arenato sulla questione del nucleare. Trump ha detto che il dialogo è stato "davvero buono", ma che è fallito a causa del rifiuto dell'Iran di rinunciare alle armi nucleari. Trump è convinto che si tornerà al tavolo. Il presidente Usa ha deciso di bloccare lo Stretto di Hormuz, facendo nuovamente impennare i prezzi del petrolio. Ha dichiarato a Fox News che il blocco navale statunitense dello Stretto di Hormuz "richiederà un po' di tempo", ma sarà "efficace abbastanza presto". Al contrario, la marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato di avere il "controllo completo" dello Stretto di Hormuz, secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

Operatività

Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia riteniamo che acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo sia molto rischioso. Consigliabile stare alla finestra o alleggerire/chiudere le posizioni in profitto oltre tale soglia. Acquisti non prima degli 85 usd.

Indice Commodity (134,50 usd)

Indice delle materie di base +2%. Il Gas Naturale UE (TTF) vola in rialzo del +12% a 49 euro, aveva portato a termine la peggior settimana da quattro anni con una discesa intorno al -13% e la quotazione sui minimi da inizio marzo, ma ancora in guadagno del 55% da inizio gennaio. A un certo punto della seduta di venerdì la discesa ha accelerato quando un alto funzionario ucraino ha dichiarato di vedere progressi nei negoziati con la Russia. Kyrylo Budanov, il principale negoziatore ucraino con la Russia, ha segnalato un crescente ottimismo riguardo alla direzione dei colloqui con Mosca, ha riportato Bloomberg News. Nonostante i limitati progressi visibili nei negoziati pubblici finora, Budanov ha affermato che le discussioni si stanno muovendo verso un potenziale accordo e ha suggerito che i tempi per un’intesa potrebbero essere più brevi del previsto. E' vero che l'Europa si è mossa per ridurre la dipendenza dalle esportazioni di gas naturale russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, ma il ritorno sul mercato del gas russo potrebbe alleviare la crisi generata dalla guerra con l'Iran, che ha danneggiato alcune infrastrutture strategiche del Qatar. Perciò nei prossimi giorni non si guarderà solo a Hormuz, ma anche all'Ucraina.

Operatività

Consideriamo l'area dei massimi del 2022 verso 140 usd l'obiettivo naturale del movimento in corso per l'indice delle commodity. Solo una chiusura di settimana oltre 143-145 usd aprirà una nuova strategia di accumulo.

Oro (4.720 usd) Argento (74,20 usd)

Metalli preziosi in flessione a valle del rimbalzo del dollaro. L'oro aveva incamerato la seconda settimana di robusti guadagni (+1,6%) nella prospettiva di una discesa delle tensioni geostrategiche. Un report di BCA Research ha messo in evidenza  un nuovo punto di forza, che ha trovato linfa nella recente fase di crisi dei mercati, ovvero la "facile liquidabilità" dell'oro, che si aggiunge al tradizionale punto di forza rappresentato dall'essere un "bene rifugio". Si è scoperto infatti che nella fase più acuta della crisi in Medio Oriente diversi investitori di peso sono riusciti agevolmente a vendere posizioni di grandi dimensioni di oro senza eccessiva difficoltà e con modesto sacrificio sul prezzo per procurarsi immediata liquidità. Una peculiarità che nel recente passato veniva garantita solo dal dollaro Usa o dai Treasury americani. Emerge dunque che d'ora in poi l'investitore istituzionale non considererà più l'oro solo come un bene rifugio, ma come una componente fondamentale di una strategia di portafoglio globale.

Operatività

Si può sfruttare la discesa nel range 4.400/4mila usd per costruire una posizione in vista di una reazione. Segnali di ripartenza si vedranno con la riconquista di area 4.700 usd, confermata a fine settimana, per un obiettivo sui massimi in area 5.600 usd. Attenzione al cedimento della soglia discriminante a 4mila/3.900 usd, che potrebbe provocare un brusco ruzzolone fino a 3.300 usd

Forex Euro/Usd (1,168)

Dollaro in guadagno dello 0,3%. Gli spiragli di pace in Medio Oriente e in Ucraina avevano portato il dollaro verso la peggior settimana da maggio (-1,80%) con il cambio sui massimi da inizio marzo. A indebolire il biglietto verde sono stati anche i dati pubblicati venerdì. L'inflazione di marzo (il primo con l'impatto della guerra) è cresciuta del del 3,3%, un dato inferiore all'aumento previsto del 3,4%. Il dato core al netto di alimentari ed energia è cresciuto del 2,6% vs 2,7% atteso. In buona sostanza, "non ci sono ancora segnali che i prezzi elevati dell’energia si stiano trasferendo all’inflazione di fondo", ha dichiarato Brian Jacobsen di Annex Wealth Management. "Potrebbe essere un processo che si sviluppa nel tempo, mentre le aziende assorbono inizialmente il peso dell’impatto". Con questi numeri in mano la FED può prendersi ancora un po' di tempo prima di decidere se è il caso di alzare i tassi.

Operatività

Riteniamo corretto comprare il dollaro in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10. 

Bitcoin (70.800 usd)

Bitcoin cede lo 0,7% ha chiuso domenica in ribasso del 3%, dopo essere arrivato a toccare quota 73.800 usd su aspettative di un esito positivo dei colloqui a Islamabad. Nel frattempo, gli ETF su Bitcoin spot negli Stati Uniti hanno registrato il più forte afflusso settimanale dallo scorso febbraio, attirando oltre 786 milioni di dollari. Tra questi, il nuovo fondo MSBT lanciato da Morgan Stanley ha rappresentato un ulteriore punto di interesse per il mercato. Il fondo ha raccolto circa 46 milioni di dollari nei suoi primi tre giorni di negoziazione. 

Operatività

L'impostazione è "ribassista" a partire dal picco record di ottobre, con una soglia discriminante nel range 60mila/57mila usd, il cui cedimento potrebbe provocare un drastico sell-off con obiettivi finali in area 38mila usd. Suggeriamo di sfruttare discese verso area 60mila usd per comprare sulla debolezza in ottica speculativa per prendere profitto in area 74mila usd.

Bond

I bond governativi hanno portato a termine una settimana fruttuosa, Treasury (rendimento 4,32%) e BTP decennali (3,83%) sono cresciuti dello 0,30% complessivamente.  Dopo 16 anni al potere, Viktor Orban è stato sconfitto dal rivale di centrodestra, l'europeista Peter Magyar. Tisza, il partito del vincitore, ha ottenuto più dei due terzi dei seggi necessari per cambiare la Costituzione, modificata da Orban in senso illiberale. Se le indiscrezioni sugli sviluppi positivi dei colloqui tra Russia e Ucraina dovessero essere confermati nei prossimi giorni, ciò potrebbe compensare lo stop ai colloqui di pace tra Usa e Iran.

Operatività

Per quanto riguarda il Treasury decennale, area 4,50% rappresenta un ottimo entry point per gli acquisti in ottica di lungo periodo. Tenere qualche cartuccia da sparare in caso di eventuali escursioni verso quota 5%, che rappresenta il livello più alto degli ultimi 25 anni.Per il BTP 10Y, quota 4% è una soglia discriminante di estremo interesse per cominciare ad impostare gli acquisti di lungo termine. Ricordiamo che il 5% è stato raggiunto soltanto in una occasione negli ultimi 15 anni, ovvero nell'ottobre 2023, 


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