Focus sui Mercati Finanziari

Dubbi sulla tenuta della tregua, il petrolio risale e i future sulle borse europee sono in lieve ribasso, dopo una delle migliori sedute dalla crisi di Lehman Brothers

Autore: Marino Masotti
Effetti luminosi verdi e viola su un grafico finanziario

Canva

Borse di notte

Le borse asiatiche scendono e il petrolio sale, mentre crescono i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha indicato alcune violazioni dell'accordo, tra cui il proseguimento degli attacchi israeliani in Libano (che secondo Israele non rientrava nella tregua) e l’ingresso di un drone nello spazio aereo iraniano.

Kospi della Corea del Sud -1,4%. Il Nikkei 225 del Giappone scende dello 0,8%. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha messo in guardia sugli effetti della volatilità dei mercati sui tassi di interesse, secondo quanto riportato da Reuters. L’S&P/ASX 200 australiano è stabile. Il CSI 300 della Cina cala dello 0,64%, seguendo le ampie perdite degli altri mercati asiatici. L’Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,3%. In India, il Nifty 50 scende dello 0,6%. Mercoledì la banca centrale del Paese ha avvertito che la guerra con l’Iran ha aumentato le preoccupazioni sull’inflazione, segnalando allo stesso tempo rischi per la crescita economica. 

Punto sul mercato

L'indice Eurostoxx 50, che raggruppa il fior fiore delle blue chip della zona euro, ha chiuso in rialzo del +5% mercoledì, mettendo a segno una delle migliori sedute dalla crisi di Lehman Brothers. L'euforia per la tregua ha riportato ottimismo e ha sicuramente  costretto gli investitori più speculativi (hedge funds) a rientrare da un livello record di posizioni short sui titoli azionari europei, aperte nella prospettiva che la regione sarebbe stata duramente colpita dalle ripercussioni economiche.

A 5.913 punti, ora l'indice si trova estremamente vicino al suo record storico di fine febbraio segnato a 6.199 punti. Tra le "lepri" della seduta si segnalano Siemens Energy +11%, Infineon +11%, Safran +11%. Unicredit è stata la miglior blue chip italiana con un +8%. 

All'estremo opposto troviamo i colossi del petrolio, Eni -5% e TotalEnergies -3%. Attenzione, però, che lo scenario si ribalta guardando alla performance da inizio anno, dove Eni e TotalEnergies figurano al primo e al secondo posto con un +45% e un +38%. Per continuare a vendere i titoli petroliferi bisogna avere qualche certezza in più sulla sostenibilità della tregua e qualche dollaro in meno del prezzo del petrolio. Pertanto confermiamo la nostra view positiva.

Macrovariabili

Petrolio (Brent a 97,0 usd)

Il petrolio Brent guadagna il 2,5%, dopo essere crollato in ribasso del 14%. Si è trattato della quarta più ampia variazione giornaliera negativa della storia, ribassi più pesanti si sono registrati nel 1991 e nel 2020. Tuttavia il prezzo resta ben al di sopra del livello pre-conflitto quando il Brent veniva scambiato intorno ai 70 usd. L'Iran ha segnalato una disponibilità condizionata alla de-escalation, affermando che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto sarebbe possibile durante il periodo di cessate il fuoco, a condizione che le ostilità cessino e che le navi si coordinino con le autorità iraniane. Poche ore prima dell'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, gli investitori hanno scommesso circa 950 milioni di dollari sul ribasso dei prezzi del petrolio. Si può pensare a un gigantesco "insider trading", ma assumere posizioni consistenti sull'aumento o sulla diminuzione dei prezzi del petrolio non è insolito, poiché i trader le utilizzano per coprirsi dal rischio di fluttuazioni dei prezzi del petrolio fisico.

Operatività

Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia riteniamo che acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo sia molto rischioso. Consigliabile stare alla finestra o alleggerire/chiudere le posizioni in profitto oltre tale soglia. Acquisti non prima degli 85 usd.

Indice Commodity (132,2 usd)

Indice delle materie di base in ripresa dello 0,7%. Il Gas Naturale UE (TTF) ha chiuso in ribasso del 15% intorno a 45 euro. Il giorno precedente lo scoppio della guerra girava a 34 euro. Il Qatar sta mobilitando ingegneri e operai con l'obiettivo di riprendere la produzione presso il più grande impianto di esportazione di gas naturale liquefatto al mondo, a seguito del cessate il fuoco nella guerra in Medio Oriente, secondo fonti a conoscenza della questione. Una parte della produzione potrebbe iniziare a riprendere nei prossimi giorni, anche se non è chiaro con quale rapidità potrebbe aumentare, e qualsiasi ritorno a una produzione significativa richiederebbe che le navi siano in grado di attraversare lo Stretto di Hormuz in tranquillità.

Operatività

Consideriamo l'area dei massimi del 2022 verso 140 usd l'obiettivo naturale del movimento in corso. Solo una chiusura di settimana oltre 143-145 usd aprirà una nuova strategia di accumulo.

Oro (4.720 usd) Argento (73,8 usd)

Stamattina prezzi in lieve calo. Il rientro dei timori sull'inflazione, accompagnato da una discesa del dollaro e dei rendimenti dei Treasury, ha guidato mercoledì il rialzo dei metalli preziosi. I prezzi sono ancora molto al di sotto del livello pre-conflitto, quando l'oro girava a 5.300 usd e l'argento a 94 usd. Il tradizionale fascino dell'oro come bene rifugio, il mese scorso è stato messo sotto pressione a causa dell'impennata dei prezzi energetici che ha alimentato le aspettative che la FED possa mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo. L'oro tende infatti a sottoperformare in contesti di tassi elevati.

Operatività

Si può sfruttare la discesa nel range 4.400/4mila usd per costruire una posizione in vista di una reazione. Segnali di ripartenza si vedranno con la riconquista di area 4.700 usd, confermata a fine settimana. Attenzione al cedimento della soglia discriminante a 4mila/3.900 usd, che potrebbe provocare un brusco ruzzolone fino a 3.300 usd

Forex Euro/Usd (1,166)

Il dollaro ha patito la risalita della voglia di rischio, riavvicinandosi ai livelli pre-conflitto intorno a 1,18. Gli operatori ora  guardano al rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense di marzo, previsto per venerdì, che dovrebbe fornire una delle prime chiare indicazioni sull'impatto del recente aumento dei prezzi dell'energia dovuto alla guerra. Gli economisti prevedono un'accelerazione dell'inflazione complessiva su base mensile, trainata principalmente dall'aumento dei costi dei carburanti, il che potrebbe complicare le prospettive per la politica della FED. Secondo Bloomberg, alla luce delle ultime news, i trader vedono ora una forte probabilità (60%) che la FED effettui un taglio dei tassi di interesse entro quest’anno, rispetto a quasi zero chance all’inizio di questa settimana. Prima del conflitto si prevedevano più di due sforbiciate.

Operatività

Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono sempre più attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10. 

Bitcoin (71.000 usd)

Bitcoin ha chiuso sopra la soglia dei 70mila usd per la prima volta da due settimane grazie al ritorno dell'appetito per il rischio. Nel corso di un evento, Michael Saylor, presidente esecutivo e fondatore di Strategy, ha affermato che i minimi delle criptovalute sono determinati dall'esaurimento delle vendite piuttosto che da modelli di valutazione. Ha spiegato che le fasi di ribasso in genere terminano quando i venditori forzati, tra cui i miners eccessivamente indebitati e le società con bilanci deboli, vengono completamente eliminati. Saylor ha suggerito che Bitcoin abbia probabilmente toccato il fondo intorno ai 60.000 dollari. Per quanto riguarda le minacce del calcolo quantistico, Saylor ha affermato che il rischio sembra esagerato. Ha descritto le minacce quantistiche a Bitcoin come teoriche e probabilmente lontane decenni dalla rilevanza pratica. 

Operatività

L'impostazione è "ribassista" a partire dal picco record di ottobre, con una soglia discriminante nel range 60mila/57mila usd, il cui cedimento potrebbe provocare un drastico sell-off con obiettivi finali in area 38mila usd. Suggeriamo di sfruttare discese verso area 60mila usd per comprare sulla debolezza in ottica speculativa per prendere profitto in area 74mila usd.

Bond

BTP decennale al 3,70%, -25 punti base rispetto al 3,95% di mercoledì. Il giorno prima dello scoppio del conflitto era a 3,27%. Spread a 75 punti base, da 87. Si tratta del più ampio movimento rispetto agli altri principali paesi in Europa (Francia e Spagna –22 bp, Germania -16 bp). Ora la probabilità di un rialzo dei tassi in Eurozona per il prossimo meeting (30/04/2026) è prezzata al 34%, in netto calo rispetto al 70% del giorno prima. Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente lo spread BTP - Bund ha allargato più dell'omologo francese OAT-Bund, un altro indicatore importante della percezione dell'Italia sui mercati del debito. Dal focus sulla instabilità politica in Francia siamo tornati nelle ultime settimane su fondamentali debito e relativo impatto crisi energetica: circa il 60% dell'elettricità francese è da nucleare, mentre in Italia abbiamo meccanismo marginale che la lega al prezzo del gas. In generale, il governativo dell'Italia soffre sempre di più nelle fasi negative di mercato. 

Operatività

Per il BTP 10Y, quota 4% è una soglia discriminante di estremo interesse per cominciare ad impostare gli acquisti di lungo termine. Ricordiamo che il 5% è stato raggiunto soltanto in una occasione negli ultimi 15 anni, ovvero nell'ottobre 2023, 


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