Il calo di WallStreet zavorra le borse dell'Asia Pacifico
La Cina non ha un problema di inflazione. Pechino sta lavorando a un fondo miliardario di stabilizzazione della borsa di Shanghai

Le borse dell’Asia Pacifico scendono, in sintonia con il calo di Wall Street. Si interrompe la lunga sequenza di sedute positive e si ridimensionano i guadagni della settimana.
Indice Nikkei di Tokyo -0,5%, +4% il bilancio provvisorio della settimana.
Indice Hang Seng di Hong Kong -2%, +2% la settimana. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -1%, -0,7% la settimana. Taiex di Taiwan -0,5%, +3% la settimana.
I dati diffusi stanotte confermano che la Cina non ha un problema di inflazione, semmai di deflazione. I prezzi al consumo hanno registrato in settembre una variazione pari a zero anno su anno il consensus si aspettava +0,2%, dal +0,1% di agosto. I prezzi alla produzione sono scesi del 2,5%, dal -3% del mese precedente: consensus -2,4%.Insieme ai dati sull’inflazione, è uscita anche la bilancia commerciale. L’Amministrazione Generale delle Dogane ha comunicato che le esportazioni in valuta locale sono scese dello 0,6% anno su anno, in dollari, il calo è stato del 6%, un po’ meno delle aspettative.
A fronte di una ripartenza economica che nell’ultima riunione del Politburo i dirigenti apicali del partito comunista hanno definito “tortuosa”, le autorità preparano il varo di un fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari, uno strumento in grado di riportare la fiducia in borsa. Bloomberg riporta che il regolatore ha già tenuto due cicli di consultazioni con gli operatori del settore. Il fondo dovrebbe avere una dotazione di qualche centinaio di miliardi di yuan. Intanto si è già mosso il fondo sovrano, con l’acquisto nelle scorse sedute di circa 65 milioni di dollari di azioni delle maggiori banche del Paese.
Il Kospi di Seul è in calo dello 0,7%, +2,2% la settimana.
Ftse Straits Times di Singapore -0,7%, +0,5% la settimana. L’economia della città stato è cresciuta nel terzo trimestre dello 0,7% anno su anno, contro il +0,4% stimato dagli analisti. La Monetary Authority of Singapore ha confermato le indicazioni di politica monetaria per la seconda volta consecutiva e ha portato a quattro, il numero dei meeting del board ogni anno, dagli attuali due. La banca centrale di Singapore ha spiegato che i tempi sono cambiati e servono risposte più veloci al cambiamento del contesto.
L’indice BSE Sensex di Mumbai perde lo 0,5%, +0,1% il bilancio settimanale provvisorio. In India l’inflazione è scesa più delle attese, al 5,02% in settembre, da 6,83% di agosto.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future EuroStoxx50 -0,2%. Il Ftse Mib di Milano ha terminato la seduta con un rialzo dello 0,3%.
Wall Street ha chiuso in ribasso dopo quattro sedute di rialzo. S&P500 -0,6%. I future sono leggermente positivi.
Macrovariabili
Il petrolio Brent e WTI è in rialzo dello 0,5%, +1% il bilancio settimanale provvisorio.
Oro a 1.878 dollari l’oncia.
Il dato di ieri sull’inflazione negli Stati Uniti ha spinto il Treasury note a dieci anni fino a 4,71% di rendimento, da 4,57% del giorno prima, stamattina il tasso è al 4,69%. Le vendite sono tornate a colpire di più la parte a breve, il biennale si è portato al 5,04%.
BTP a 4,75%, da 4,65% di mercoledì sera.
Bund a 2,78%. Spread a 197 punti base.
Euro dollaro ieri in forte calo, stamattina in lieve rialzo a 1,054.
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