Borse dell'Asia in lieve ribasso dopo il calo di WallStreet
Verbali del FOMC di fine luglio: la maggioranza dei membri del soggetto delegato alla politica monetaria ritengono ci sia un rischio "significativo" di un'inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo

Le borse della Cina sono complessivamente deboli e l’indice MSCI Asia Pacific arretra fino a toccare i minimi da inizio giugno, i livelli di marzo sono vicinissimi. Da inizio mese, all’incirca dai massimi di periodo, l’indice di riferimento dell’area, perde quasi il 7%.
Stamattina il Nikkei di Tokyo perde lo 0,3%. La bilancia commerciale del Giappone è scivolata in deficit a luglio, dopo il primo avanzo in circa due anni a giugno. Lo sbilancio si è attestato a 78,7 miliardi di yen, dall'avanzo di 43 miliardi di yen registrato a giugno e inferiore all'avanzo di 24,2 miliardi previsto da un sondaggio Reuters tra gli economisti. Le esportazioni giapponesi sono scese dello 0,3% su base annua, mentre le importazioni hanno registrato un calo del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L’Hang Seng di Hong Kong e lo Shanghai Composite sono poco sotto la parità. Tencent è in rialzo dell’1,5% dopo la presentazione dei dati del trimestre. A Hong Kong il titolo aveva aperto in calo di oltre il 2%, in sintonia con il ribasso a Wall Street di ieri.
Il premier cinese Li Qiang ha dichiarato che la Cina si impegnerà nel raggiungimento dei suoi obiettivi economici per l'anno in corso.
Le indicazioni del capo del governo arrivano a commento di una serie di dati macro economici deludenti: queste ultime indicazioni hanno spinto nel corso dell’estate alcuni economisti a tagliare le previsioni sul Pil del 2023.La presa di posizione di Li è importante perché arrivata dal capo del Consiglio di Stato cinese, il massimo organo esecutivo del Paese.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future indice EuroSTOXX50 -0,4%. Il Ftse Mib di Milano ha chiuso in ribasso dello 0,9% a 28.170 punti.
Wall Street ha chiuso in ribasso, con un’accelerazione nella seconda parte della seduta. Indice S&P500 -0,8% a 4.404 punti. Nasdaq -1,15%.
Gli indici hanno imboccato la via del ribasso dopo la pubblicazione dei verbali della riunione del Federal Open Market Commitee di fine luglio. La maggioranza dei membri del soggetto delegato alla politica monetaria ritengono ci sia un rischio "significativo" di un'inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo, per questa ragione, la stretta monetaria potrebbe andare avanti. Il voto sull’incremento dei tassi al 5,25%-5,5%, il più alto degli ultimi ventidue anni, è stato quasi all’unanimità. "Un paio di partecipanti hanno dichiarato di essere favorevoli a lasciare invariato l'intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali o che avrebbero potuto appoggiare tale proposta", si legge nel verbale. I membri favorevoli a mantenere i tassi invariati hanno osservato che ciò avrebbe probabilmente portato a ulteriori progressi verso la riduzione dell'inflazione all'obiettivo del 2%, lasciando ai funzionari della Fed il tempo di valutare ulteriormente gli effetti dei precedenti aumenti.
La divisione tra i membri del comitato è stata tuttavia lieve, con "quasi tutti i partecipanti" favorevoli a un aumento dei tassi.
MACROVARIABILI
Treasury Note a 4,28%, in prossimità dei massimi degli ultimi tredici anni. Il rendimento dei governativi statunitensi a 10 anni è un buon punto di ingresso, secondo Steven Major, responsabile globale della ricerca sul reddito fisso di HSBC. Questa categoria di investimento è oggi, a seguito del movimento delle ultime settimane, più competitiva rispetto alle azioni e al credito. ”Credo che tra un anno saremo più vicini a tre che a cinque" sul rendimento a 10 anni, ha dichiarato Major a Bloomberg Television. Alla stessa emittente, poche ore dopo, l’economista Lawrence Summers ammoniva che il rialzo dei rendimenti a 10 anni potrebbe proseguire. "Non vedo l'attuale livello dei tassi a più lungo termine come una sorta di picco", ha dichiarato l’ex Segretario al Tesoro. Summers ha spiegato che arriva a questa conclusione basandosi sulle aspettative di maggiori deficit di bilancio dei governi.
BTP a 4,34%, da 4,37% di ieri.
Bund a 2,64%.
Euro alla quinta seduta consecutiva di ribasso, il cross scende sui minimi delle ultime cinque settimane a 1,086.
Oro a 1.893 dollari l’oncia, sui minimi da marzo.
Petrolio in ribasso. Greggio del Texas a 79 dollari, stamattina piatto, ieri -2%. La scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite molto più delle attese, -5,96 milioni di barili a 439,662 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, contro attese per un ribasso di 1,7 milioni di barili. Gli stock di benzina sono diminuiti di 0,262 milioni di barili a 216,158 milioni di barili, contro attese per un ribasso di 1,2 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 0,296 milioni di barili a 115,743 milioni di barili, contro stime per un ribasso di 0,1 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è aumentata di 0,9 punti percentuali al 94,7%, con le attese al 94,1%.
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