Borse dell'Asia in ripresa con i Tech, Cina incerta
L'attenzione di questa settimana sarà concentrata sui risultati di Nvidia (mercoledì) e sul simposio di Jackson Hole (da giovedì a sabato), per studiare le prossime mosse delle banche centrali.

La maggior parte dei mercati asiatici si muove in moderato rialzo stamattina, sostenuta dalla ripresa dei titoli tecnologici in vista della trimestrale di Nvidia . Il trend è rallentato dalle preoccupazioni per l’aumento dei tassi di interesse statunitensi e per le incertezze della crescita cinese.
Gli indici CSI 300 e Shanghai Composite guadagnano circa lo 0,2% ciascuno, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong sale dello 0,5% grazie ai pesi massimi del settore tecnologico. Tutti e tre gli indici sono vicini ai minimi dell’anno, dopo il deludente taglio dei tassi di interesse da parte della Banca popolare annunciato lunedì. La mossa ha evidenziato un sostegno monetario limitato per l’economia cinese, alle prese con il peggior tasso di crescita degli ultimi anni.
L'indice giapponese Nikkei 225 è il migliore in Asia, con un rialzo dello 0,8%. Il produttore di apparecchiature di test per semiconduttori Advantest Corp., fornitore di Nvidia, sale di oltre il 4% ed è il migliore del Nikkei. Il conglomerato tecnologico SoftBank Group, che ha anch'esso un'esposizione nella produzione di chip attraverso la sua unità Arm, balza in vanti di oltre il 2%.
Il sentiment nei confronti del mercato giapponese è sostenuto anche da una solida stagione delle trimestrali: l'analisi dell'agenzia di stampa giapponese Nikkei ha mostrato che le principali società quotate in Giappone si avviano verso il terzo anno consecutivo di profitti record, grazie all'aumento dei prezzi e al continuo stimolo monetario da parte della Banca del Giappone.
Altrove, il Kospi della Corea del Sud sale dello 0,6%, in evidenza i produttori di chip Samsung Electronics e SK Hynix Inc. Borsa indiana piatta. Le preoccupazioni per la Cina hanno invece pesato sull’indice ASX 200 australiano, con il colosso minerario BHP Group in ribasso dell’1,3% dopo aver riportato deboli profitti annuali a seguito della fiacca domanda cinese.
Ieri sera gli indici di Wall Street hanno chiuso contrastati: Nasdaq +1,56%, S&P500 +0,70%, Dow Jones -0,10%.
In evidenza la Cybersecurity. Palo Alto ha chiuso in rialzo del +15%. Il colosso della sicurezza informatica ha comunicato i dati del trimestre. I ricavi sono stati pari a 1,95 miliardi, +26% su base annua, poco sotto le stime di 1,96 miliardi. L'utile per azione rettificato si attesta a 1,44 dollari. Il titolo è spinto dalle forti previsioni annuali sugli abbonamenti ricorrenti. La società si aspetta ricavi in un range fra 10,9 e 11 miliardi, sopra le attese di 10,77 miliardi.
L'attenzione di questa settimana sarà tutta concentrata sui risultati di Nvidia (mercoledì 23 agosto), per verificare se il produttore di chip ha beneficiato, come previsto, del boom dell'intelligenza artificiale, e sul simposio di Jackson Hole (da giovedì 24 agosto a sabato 26 agosto), per studiare le prossime mosse delle banche centrali.
Le borse europee hanno chiuso in moderato rialzo. EuroStoxx 50 +0,2%. Meglio di tutti il FtseMib +0,8%.
I future di Europa e WallStreet sono intorno alla parità.
Macrovariabili
Mercato obbligazionario in tensione. Il rendimento del Treasury Note decennale si è attestato a 4,35%, sui massimi dal 2007. I tassi sui mutui a 30 anni sono saliti al 7,48%, il livello più alto dal dicembre 2000.
BTP decennale a 4,39%, con lo spread poco mosso a 169 punti base.
Bund tedesco a 2,70%, massimo dal 2011. In Germania peggiora la crisi dell'edilizia, a causa dei tassi di interesse più elevati e del drastico aumento dei costi di costruzione. A luglio il 40,3% delle aziende ha lamentato una carenza di contratti, dopo il 34,5% di giugno. Un anno fa, la percentuale era molto più bassa al 10,8%. I dati sono stati diffusi dall'istituto Ifo di Monaco di Baviera. "C'è una tempesta in arrivo", ha dichiarato Klaus Wohlrabe dell'Ifo.
Petrolio in lieve ribasso, Brent e Wti -0,2%.
Gas Naturale USA -1,2%. Il Gas Naturale UE (Amsterdam) ieri ha chiuso in rialzo del +12% a 40,80 euro al MWh. Il balzo è dovuto all'ultimatum lanciato dai lavoratori australiani degli impianti di liquefazione di Woodside Energy Group, pronti a scioperare se non si raggiungerà un accordo con l'azienda il prossimo 23 agosto. Un avvertimento analogo è giunto la settimana scorsa dai colleghi di Chevron.
Oro poco mosso a 1.895 dollari l’oncia.
Euro in ripresa. Il cross con il dollaro si attesta a 1,09.
Bitcoin poco mosso a 26.080 dollari.
Titoli Piazza Affari
Prysmian Goldman Sachs ha alzato il target price da 59 a 61 euro, rafforzando il Buy.
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