Bond corporate a ruba, si raccoglie anche la carta straccia (HY)
David Powell di Bloomberg Economics afferma che gli ultimi dati macro potrebbero incoraggiare la Banca centrale europea a discutere di un ulteriore allentamento monetario

I bond governativi della zona euro si apprezzano nel giorno delle nuove conferme della traiettoria dell’inflazione.
Carovita in Europa
I prezzi al consumo hanno rallentato a +1,7% dal +1,9% di dicembre, come da previsioni.
David Powell di Bloomberg Economics afferma che il dato potrebbe incoraggiare la Banca centrale europea a discutere di un ulteriore allentamento monetario. “Il calo dell'inflazione dei servizi sarà probabilmente considerato cruciale per allineare in modo sostenibile le pressioni sottostanti sui prezzi all'obiettivo del 2% e alcuni membri del Consiglio direttivo potrebbero temere che il processo vada troppo oltre. Questo, insieme all'impatto di un euro forte, potrebbe essere al centro delle discussioni nella riunione di questa settimana”.
Debito italiano a ruba
Il BTP a dieci anni tratta a 3,47%, nella parte bassa del range di oscillazione del tasso di rendimento degli ultimi tre mesi. Ieri è andato molto bene il collocamento del BTP a 15 anni.
Gabriel Debach, market analyst di eToro afferma che 156 miliardi di euro richieste per 14 miliardi di emesso, sono qualcosa di più di un successo tecnico, sono un vero evento di mercato. “Oggi l’obbligazionario italiano viene comprato non nonostante il debito, ma anche per come quel debito è strutturato. Vita media elevata, prevalenza di tasso fisso, profilo delle scadenze più equilibrato.
Confronto OAT-BTP
Il Bund tedesco a dieci anni, è scambiato a 2,83% e l’OAT francese di pari scadenza, al 3,44%.
La recente approvazione del bilancio 2026 al parlamento di Parigi ha permesso allo spread franco-tedesco a 10 anni di tornare nella fascia prevalente prima delle elezioni anticipate del 2024, poco sotto i rendimenti italiani. Il rapporto debito/PIL dell'Italia resta molto più elevato di quello della Francia, ma la prima traiettoria fiscale è più sostenibile della seconda.
Dal picco della pandemia, tutta la periferia dell’Europa ha registrato un calo del rapporto debito/PIL, la Francia invece, ha mantenuto la sua espansione fiscale. Per effetto delle scelte di finanza un po’ allegra di questi anni, l’Esagono registra il maggiore aumento del rapporto debito/PIL tra le principali economie europee nell'ultimo decennio.
Il bilancio 2026 prevede un certo consolidamento fiscale, ma il consenso generale continua a collocare il deficit della Francia intorno al 5,3% del PIL nel 2026, dopo che il primo ministro Lecornu è stato costretto a fare concessioni per ottenere l'approvazione del parlamento. Ciò rimane ben al di sopra del limite del 3% fissato dall'UE e, con la maggior parte delle questioni irrisolte, il bilancio 2027 avrà probabilmente le stesse difficoltà di quello del 2026. Il dato comparabile dell'Italia è più vicino al 2,8%. Anche le condizioni di liquidità dei titoli di Stato hanno continuato a deteriorarsi in Francia. Il rischio politico è stato probabilmente rinviato al 2027, ma ciò aumenta il rischio di una forte reazione negativa degli OAT in caso di recrudescenza.
"Come minimo, è difficile immaginare che i rendimenti francesi possano diminuire in modo significativo da questo livello. Nel frattempo, i progressi dell'Italia in materia di deficit possono spingere gradualmente al ribasso i rendimenti dei BTP, proprio come ha fatto la Spagna negli ultimi anni, sostenendo la tesi di una performance relativamente superiore", afferma Skylar Montgomery Koning strategist sul forex di Bloomberg News
