Le borse europee riducono le perdite, Wall Street attesa sulla parità

Negli Stati Uniti cresce la pressione su Trump affinché ponga fine ai combattimenti, anche a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio

Autore: Rosa Aimoni
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Le borse d'Europa sono in calo, anche se vedono un miglioramento rispetto all'andamento della mattinata. 

Euro Stoxx 50 -0,2%. Nella zona Euro, la produzione industriale destagionalizzata di gennaio, mese su mese, è scesa del -1,5%, dal -0,5% precedente (dato rettificato da -1,4%), gli analisti si aspettavano +0,6%. 

A Milano, il Ftse Mib si assesta intorno alla parità. Salgono Saipem +2,7% e Eni +2,3%. Bene anche Inwit +1,7% e Enel +1,5%. Arretrano Fincantieri -1,8%, Brunello Cucinelli -1,7%, Prysmian -1,5%, Telecom Italia -1,4%. Avio +4%, per gli analisti la guidance sarà superata. 

In Italia, la produzione industriale di gennaio, mese su mese, è scesa del -0,6%, dal -0,5% precedente (dato rettificato), il consensus stimava +0,4%. 

Wall Street 

I future annunciano un avvio poco mosso, Nasdaq +0,2%.

Nel primo pomeriggio, usciranno i dati sull'inflazione, molto considerati dalla Fed per assumere le decisioni di politica monetaria. 

Iran 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato ulteriori attacchi contro l’Iran: "Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo necessario", ha scritto su Truth Social. "Guardate cosa succederà a questi disgustosi squilibrati", ha aggiunto, riferendosi ai leader iraniani.

Negli Stati Uniti sta però crescendo la pressione su Trump affinché ponga fine ai combattimenti, anche a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio. "Siamo davvero in un momento di grande incertezza, in cui non sappiamo ancora con precisione in quale direzione andrà la situazione", ha dichiarato venerdì a Bloomberg TV Kim Ghattas, esperta di Medio Oriente. "Questo regime iraniano e il suo asse si sono certamente indeboliti negli ultimi due anni, ma sono ancora in grado di reagire e di infliggere enormi danni economici alla regione e all’economia mondiale".

Durante la notte sono continuati i raid aerei contro la Repubblica Islamica e le rappresaglie di Teheran nel Golfo Arabico e contro Israele.

Macrovariabili 

Petrolio Brent, si assesta intorno alla parità, ma rimane sopra i 100 dollari. Per tentare di raffreddare gli aumenti, gli Stati Uniti hanno concesso una licenza di 30 giorni per permettere a diversi Paesi di acquistare petrolio russo. 

Obbligazionario. I rendimenti si stabilizzano. BTP decennale al 3,75%. Spread a 80 punti base. Bund tedesco al 2,94%. Treasury al 4,25%. 

Oro poco sopra i 5.000 dollari. 

Euro in calo su Dollaro. Cambio a 1,145, -0,5%. Il dollaro, considerato un bene rifugio nei momenti di turbolenza, si è rafforzato rispetto a tutte le altre 16 principali valute dall’inizio della guerra. La divisa Usa si rinforza anche grazie al calo delle attese su possibili tagli ai tassi da parte della Fed, causato dalle maggiori preoccupazioni sull'inflazione dovute al rincaro del petrolio. 



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