Borse europee in affanno, torna a salire il petrolio

Questa mattina era stata accolta con favore la decisione delle autorità americane di consentire all'India l'acquisto di greggio russo per 30 giorni, ma l'entusiasmo è già finito
Autore: Gianluca Brigatti
Ampio campo petrolifero con piattaforme, pompe e infrastrutture industriali, illuminato dai colori caldi del tramonto, simbolo dell’industria energetica globale.

Photo by Anton Petrus/Getty Images

Borse europee in affanno dopo un avvio promettente. Parigi, Milano e Madrid cedono lo 0,1%, mentre Francoforte oscilla sulla parità.

A Piazza Affari corrono Amplifon (+4%) e Leonardo (+2,8%). Bene anche Fincantieri e Nexi, in rialzo entrambe dell'1,9%. Cadono Stmicroelectronics (-2,3%) e Italgas (-2,1%).

Gli investitori seguono un atteggiamento cauto dopo che i prezzi dei beni energetici sono tornati a salire, nel contesto dei timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Questa mattina era stata accolta con favore la decisione delle autorità americane di consentire all'India l'acquisto di petrolio russo per 30 giorni. L'annuncio - che ha mostrato la volontà di intervenire sul mercato energetico - aveva inizialmente frenato la corsa del greggio.

Macrovariabili

In un'intervista al Financial Times, il ministro dell'energia del Qatar ha affermato che la produzione petrolifera nazionale non riprenderà fino alla completa cessazione delle ostilità.

Il greggio ha quindi ripreso la via del rialzo, con il WTI che va a oltre 84 dollari al barile (+3,7%). Ha invertito la rotta anche il gas, che ad Amsterdam tratta a 52,39 euro al megawattora, in balzo del 3,2%. Del resto, secondo diversi osservatori, la decisione degli Stati Uniti sull'India dimostra che lo stretto di Hormuz è sotto il pieno controllo dell'Iran.

L’aumento dei prezzi del petrolio ha intensificato i timori di un nuovo picco inflazionistico, spingendo gli investitori a ridurre le scommesse su tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. I rendimenti dei Treasury decennali salgono di oltre 2 punti base al 4,16%. BTP decennali al 3,58%, spread con i Bund in aumento a 73 punti.

Il cambio euro-dollaro si attesta a 1,161. È molto improbabile che la Banca centrale europea modifichi i tassi nella sua prossima riunione: lo ha dichiarato oggi Jose Luis Escriva, membro del comitato esecutivo della BCE.

Oro in lieve rialzo (+0,1% intorno a 5.000 dollari l'oncia) e argento (83 dollari, +1%).

Sguardo agli Usa

In ambito macro, il rapporto sull’occupazione Usa previsto per oggi dovrebbe mostrare un rallentamento delle assunzioni nel mese scorso, dopo i dati robusti di gennaio. Secondo Bloomberg, i trader si aspettano che numeri più forti delle attese saranno di sostegno alle azioni, anche se un risultato più debole darebbe alla Fed maggiori motivi per valutare i tagli dei tassi. 

 



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