Speciale Iran e Mercati: si ferma la corsa di gas e petrolio
Gran parte delle navi da guerra iraniane sarebbe stata affondata e gli USA ora controllerebbero lo spazio aereo della regione: intorno allo Street di Hormuz navigazione più sicura

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Prove di contatto tra Stati Uniti e Iran
I mercati ritrovano un’intonazione positiva, con tassi in tendenziale calo e ripresa dei mercati azionari, in particolare dopo la conferma del New York Times del tentativo iraniano di ristabilire un canale diplomatico all’indomani dell’attacco israelo-statunitense. Sebbene la notizia si riferisca ad ormai alcuni giorni fa, la conferma di un approccio negoziale costituisce un primo elemento a supporto di uno scenario di stabilizzazione della situazione nell’area, non prima però del raggiungimento di alcuni obiettivi militari chiave da parte israelo-statunitense, come la degradazione delle capacità offensive iraniane. I funzionari statunitensi rimangono ancora scettici sulla possibilità di una de-escalation nel breve termine.
Petrolio e gas: i prezzi si formano a Hormuz
A questo proposito, il Segretario del Tesoro Bessent ha affermato che la gran parte delle navi da guerra iraniane sarebbe stata affondata, e che gli USA ora controllerebbero lo spazio aereo della regione. E proprio questa percezione di un ritrovato controllo da parte statunitense avrebbe contribuito al calo del Brent, ritornato solo oggi in tarda mattina in prossimità degli 81 dollari, dopo aver aperto in prossimità dei massimi recenti nonostante le dichiarazioni di ieri sera del presidente USA su un piano (basato sul fornire garanzie assicurative e scortare le navi mercantili) per garantire il transito di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz. Il tono più disteso si è quindi riflesso su un indebolimento del dollaro, che ha contestualmente favorito una ripresa dei metalli preziosi e industriali dopo l’andamento negativo di ieri
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