I tech mandano giù le Borse asiatiche, AI sotto i riflettori
La forte volatilità dei titoli tecnologici globali, legata ai timori di una disruption dovuta all’intelligenza artificiale, pesa sul sentiment degli investitori

Le Borse dell'Asia arretrando dai massimi storici toccati all’inizio della settimana, poiché la forte volatilità dei titoli tecnologici globali, legata ai timori di una disruption dovuta all’intelligenza artificiale, sta pesando sul sentiment degli investitori.
In particolare, si teme che i rapidi progressi dell'AI possano sconvolgere i modelli di business esistenti e comprimere i margini, spingendo gli investitori a prendere profitto dopo un forte rally.
Corea, Giappone, Cina
L’indice di riferimento della Corea del Sud, il KOSPI, scende del 3,7% dopo essere balzato a massimi storici nelle due sedute precedenti. Le azioni di Samsung Electronics e SK Hynix sono in calo di oltre il 5%.
In Giappone, il Nikkei 225 cala dell’1%, allontanandosi dai massimi storici raggiunti all’inizio della settimana, mentre i titoli tecnologici hanno seguito le perdite registrate a Wall Street. Le perdite del Nikkei sono tuttavia limitate dai forti rialzi di alcuni titoli selezionati: Panasonic è balzata dopo aver riportato utili solidi e una guidance positiva, mentre Renesas Electronics è salita dopo aver annunciato la vendita della sua attività nel settore del timing alla statunitense SiTime, in un’operazione valutata circa 3 miliardi di dollari.
In Cina, l’indice blue chip Shanghai Shenzhen CSI 300 e l’indice Shanghai Composite scendono di quasi l’1%. A Hong Kong, l’Hang Seng perde l’1,2%, mentre il sottoindice Hang Seng TECH fa anche peggio.
Australia
Anche l’indice australiano S&P/ASX 200 è in calo, -0,4%, sulla scia delle perdite regionali.
Qui, inoltre, gli investitori analizzano i dati commerciali pubblicati oggi. Il surplus commerciale dell’Australia si è ampliato meno del previsto a dicembre, riflettendo una crescita contenuta delle esportazioni insieme a importazioni più deboli. Aumentano dunque le preoccupazioni che la domanda globale rimanga disomogenea.
