Borse asiatiche giù, Brent stabile ma sempre sopra i 100 dollari

Lo yen giapponese è sceso al livello più basso da luglio 2024; come le altre valute, risente della forza del dollaro

Autore: Rosa Aimoni
Facciata della Borsa di Tokyo, una delle borse più grandi del mondo.

Photo by LewisTsePuiLung/Getty Images

I mercati asiatici sono deboli e si avviano a chiudere la seconda settimana consecutiva di ribassi, zavorrati dalle preoccupazioni sul conflitto in Iran. L’indice MSCI Asia-Pacifico è sceso dell’1%. 

Dopo essere aumentato del 9% giovedì, il petrolio Brent si è stabilizzato, ma il prezzo è rimasto sopra i 100 dollari al barile, fattore che alimenta le preoccupazioni sull’aumento dell’inflazione.
Per tentare di raffreddare gli aumenti, gli Stati Uniti hanno concesso una licenza di 30 giorni per permettere a diversi Paesi di acquistare petrolio russo. "I prezzi del petrolio rimarranno elevati finché non riprenderà il traffico nello Stretto di Hormuz", ha affermato Masahiro Ichikawa, di Sumitomo Mitsui DS Asset Management. "È probabile che i titoli finanziari, automobilistici e legati ai semiconduttori subiscano delle pressioni, poiché gli elevati prezzi del greggio possono rallentare l’economia".

Il Kospi della Corea del Sud lascia sul terreno l’1,7%.

In Giappone, il Nikkei perde il -1,3%. Topix -0,7%. I settori degli elettrodomestici, dei trasporti e dei macchinari hanno pesato di più sull’indice.
SoftBank Group ha perso oltre il 4%, Jefferies ha abbassato il rating sul titolo a Underperform da Hold, citando l’aumento dei rischi legati agli investimenti della società in OpenAI.
Lo yen giapponese è sceso al livello più basso da luglio 2024 a 159,69 per dollaro. Il Paese si è dichiarato pronto a intervenire per proteggere la moneta da ulteriori svalutazioni. Come le altre valute, anche lo yen risente della forza del dollaro, che si avvia verso la seconda settimana consecutiva di rialzi.

In Cina, il CSI 300 scende del -0,2%. L’Hang Seng di Hong Kong arretra dello 0,9%.
I prezzi della farina di soia sono aumentati sensibilmente in quanto le spedizioni dal Brasile, il principale esportatore mondiale, hanno subito dei ritardi. Alcuni carichi di soia non hanno superato le ispezioni sanitarie locali, riferisce Bloomberg.
I trader stanno seguendo con attenzione i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti che si svolgeranno a Parigi questo fine settimana. Il commercio di soia sarà probabilmente tra i temi all’ordine del giorno, i problemi logistici in Brasile potrebbero infatti indurre la Cina a orientarsi verso gli Stati Uniti.


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