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Il dollaro Usa chiude la settimana con solide indicazioni di spinta

Secondo State Street, gli investitori istituzionali stanno acquistando dollari statunitensi al ritmo più veloce degli ultimi due anni

Autore: Redazione
Mani che contano banconote in dollari USA, rappresentazione di denaro, finanza e transazioni economiche.

Photo by Boy_Anupong/Getty Images

Quarta seduta consecutiva di spinta per il dollaro, che si avvia a completare la seconda settimana positiva di seguito (+1,4%), portandosi sui massimi dallo scorso maggio. 

Il biglietto verde approfitta dell'aggravarsi dello scenario in Medio Oriente, con il petrolio nuovamente oltre i 100 dollari al barile, che ha stimolato la domanda di valuta statunitense come rifugio sicuro.

L'Iran ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere e di trasporto in tutto il Medio Oriente, mentre la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha promesso di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz. Ciò ha messo in grave difficoltà alcune economie, soprattutto quelle asiatiche, mentre gli Stati Uniti godono ormai dell'indipendenza energetica. Trump ha detto che un petrolio a 100 usd il barile rende ricca l'economia americana.

Dall'inizio dell'anno il dollaro ha guadagnato quasi il 3% nei confronti dell'euro, mentre dal picco negativo di fine gennaio a 1,2080, il progresso sfiora il +6%.

Nel frattempo, il Dollar Index contro un paniere di sei valuta principali ha oltrepassato quota 100 per la prima volta da novembre.

Secondo State Street, gli investitori istituzionali stanno acquistando dollari statunitensi al ritmo più veloce degli ultimi due anni,

Occhi puntati su inflazione e FED

Oltre al conflitto in Iran, questa settimana gli investitori hanno dovuto tenere d'occhio anche i dati sull'inflazione negli Stati Uniti. I dati dell'indice dei prezzi al consumo pubblicati mercoledì hanno mostrato che l'inflazione è rimasta sostanzialmente stabile a febbraio rispetto al mese precedente.

Gli occhi sono ora puntati sull'indice dei prezzi alla spesa per consumi personali (PCE) di gennaio, in uscita nel pomeriggio. Si tratta dell'indicatore di inflazione preferito dalla Fed e probabilmente influirà sulle aspettative sui tassi a lungo termine. Le stime sono per un incremento a 3,1% da 3% per il dato core e per una conferma a +2,9% per il dato generale. Entrambi sopra il target della FED al 2%.

Alla luce degli ultimi sviluppi, gli investitori sono diventati meno fiduciosi in ulteriori riduzioni dei tassi di interesse da parte delle banche centrali.

Analisi Tecnica Euro/Dollaro

Quadro grafico. Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo saranno visibili in caso di discesa stabile sotto 1,15. Pronti a intervenire sulla forza alla prima chiusura settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.

1303usd Websim

Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo. 

Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:

 

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Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:

 

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L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.


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