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Borsa cinese alla quarta settimana di guadagno malgrado l'Iran

Le autorità cinesi hanno ridimensionato leggermente i piani di stimolo fiscale per quest'anno, abbassando l'obiettivo di crescita annuale al 4,5%-5%, il traguardo meno ambizioso dal 1991

Autore: Redazione
Vista della zona finanziaria moderna di Shanghai con grattacieli e sede della borsa in primo piano.

Photo by zyxeos30/Getty Images

L'indice CSI 300 di Shanghai-Shenzhen ha portato a termine la quarta settimana positiva di seguito (+1,30%), pur chiudendo oggi in lieve ribasso. 

Da inizio anno l'indice CSI 300 di Shanghai-Shenzhen ha guadagnato il +4,5%, malgrado le preoccupazioni sull'approvvigionamento di petrolio causate dal blocco dello stretto di Hormuz.

Consumi interni al rallentatore

La spesa dei consumatori cinesi potrebbe aver registrato il peggior inizio d'anno al di fuori della pandemia, evidenziando la sfida per un governo che ha puntato a un ruolo maggiore per la domanda interna.

Le vendite al dettaglio nei primi due mesi dell'anno sono probabilmente aumentate del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo la previsione mediana degli economisti intervistati da Bloomberg prima della pubblicazione ufficiale di lunedì.

Si tratterebbe del dato più basso mai registrato in una serie storica iniziata nel 2000, ad eccezione del periodo gennaio-febbraio 2020, quando l'economia era in difficoltà a causa dello shock del Covid.

La produzione industriale è probabilmente cresciuta del 5% negli ultimi due mesi, un rallentamento significativo rispetto al ritmo del 5,9% registrato all'inizio del 2025, sebbene rappresenti comunque un dato positivo, a testimonianza della robusta domanda estera.

Il terzo indicatore chiave previsto per lunedì riguarda gli investimenti in immobilizzazioni, dove gli economisti prevedono che il crollo senza precedenti del 2025 si protrarrà anche quest'anno.

Si prevede che la spesa diminuirà del 4,2% rispetto all'anno precedente, con gli investimenti immobiliari in contrazione di circa il 19,3%.

Se le previsioni si avverassero, il primo quadro dettagliato del 2026 della seconda economia mondiale mostrerebbe un
ulteriore indebolimento della domanda interna, a fronte degli impegni ufficiali di renderne la ripresa una priorità.

I ​​dati rappresentano una sfida ancora più grande alla luce dei rischi per il sorprendentemente forte lato export dell'economia, derivanti dalla guerra con l'Iran.

Finora, il governo cinese non ha lasciato intendere di essere sul punto di cambiare rotta nel contesto geopolitico internazionale in rapida evoluzione. La leadership ha svelato i suoi obiettivi economici annuali proprio la settimana scorsa: piani probabilmente elaborati mesi prima degli attuali sconvolgimenti in Medio Oriente.

"Pechino ha bisogno di una crescita delle esportazioni per compensare il crollo del mercato immobiliare, ma è improbabile che il conseguente enorme squilibrio commerciale possa essere sostenuto", hanno scritto gli economisti di Nomura Holdings Inc., guidati da Ting Lu, in una nota di giovedì. "È un dilemma che Pechino dovrà risolvere".

Analisi tecnica indice CSI 300

L'indice sta confermando il trend rialzista avviato dai minimi di aprile 2025, quando è scoppiata la guerra commerciale. La violazione della soglia discriminante verso 4.500 punti dovrebbe favorire una estensione fin verso i top del 2021 in area 5.900 per un upside potenziale intorno al +30%. 

Operatività 

Restiamo ottimisti nel lungo termine. Scattati gli incrementi di posizione al superamento di area 4mila e 4.500 punti. Target finale verso 5.800 punti. Si suggerisce di sfruttare discese fin verso area 4mila punti per comprare sulla debolezza. 

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Tra gli ETF quotati alla Borsa di Milano che investono sulle borse della Cina, segnaliamo i seguenti, ciascuno dei quali contraddistinto da caratteristiche specifiche. Ciò consente acquisti complementari: il primo offre maggiore esposizione ai titoli dell'alta tecnologia; il secondo replica l'indice CSI 300; il terzo direziona le risorse verso le società tech quotate a Taiwan.

 

Da inizio 2026: +1,0%

L'ETF (FLXC) investe in azioni a grande e media capitalizzazione in Cina e replica il rendimento dell'indice FTSE China 30/18 Capped. L'indice ha un'ampia copertura delle classi di azioni cinesi, tra cui le azioni A, B, H, N; le azioni Red, P, S Chips. I componenti di tipologia A sono disponibili per gli investitori internazionali attraverso il Northbound China Stock Connect Scheme. Il peso dei singoli componenti viene ponderato tenendo conto del flottante e delle restrizioni applicate agli investitori stranieri. E' rivisto semestralmente. Replica fisica. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Non distribuisce dividendi. Costi di gestione 0,19% annuo. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice FTSE China 30/18 Capped rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa cinese. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. I primi cinque titoli presenti in ordine di peso sono:

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Da inizio 2026: +5,40%

L'ETF (XCHA) replica l'andamento dell'indice CSI  300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shangai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A). Non distribuisce un dividendo. Spesa corrente annua 0,50%. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Leggi il Documento KID.

Per investire con la massima diversificazione sulla Borsa di Taiwan, Piazza Affari mette a disposizione il seguente strumento specializzato:

 

Da inizio 2026: +13,0%

Obiettivo dell'ETF (FLXT) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa di Taiwan tramite l'indice FTSE Taiwan 30/18 Capped Net Return. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue (Ter) 0,19%. Leggi il documento KID. L'indice FTSE Taiwan 30/18 Capped, a sua volta, replica l'andamento dei titoli azionari a grande e media capitalizzazione della borsa di Taiwan. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 


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