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Panico da AI, BNP risponde: 10% annuo sul risparmio gestito
Dopo il sell-off innescato dall'AI, ecco un Cash Collect sui big del risparmio gestito italiano: Azimut, Mediolanum, Fineco e Intesa. Premi mensili con memoria fino al 10,2% annuo e barriere al 55%

Quando il mercato vende in preda al panico, chi ragiona coglie le opportunità. Ed è esattamente da questa logica che nasce il nuovo certificato emesso da BNP Paribas sul basket del risparmio gestito italiano composto da Azimut, Banca Mediolanum, Fineco e Intesa Sanpaolo.
La scelta del timing non è casuale, infatti, i quattro titoli sono stati recentemente travolti da un'ondata di vendite che ha fatto aumentare la loro volatilità. BNP ha saputo trasformare questa turbolenza in carburante per il suo nuovo Cash Collect (ISIN XS3266614224): strike fissati su livelli di prezzo molto vantaggiosi e un rendimento annuo del 10% a fronte di una protezione dai ribassi fino al -45% dei sottostanti. Difficile ottenere di meglio su nomi di questa qualità! Prezzo a sconto a 99,5 euro.
Ma cosa è successo agli Asset Management?
Mercoledì 11 febbraio è stata una giornata nera per i grandi nomi del risparmio gestito italiano. Azimut, Banca Mediolanum, Fineco, Intesa Sanpaolo: tutti giù, in scia a una notizia arrivata dall'altra sponda dell'Atlantico come un fulmine a ciel sereno. Altruist, una fintech californiana fondata nel 2018 dall'ex gestore Jason Wenk, ha annunciato un'espansione significativa di Hazel, la sua piattaforma AI lanciata in settembre 2025 dopo l'acquisizione della startup Thyme. La novità è l'aggiunta di un modulo di pianificazione fiscale automatizzata: Hazel è ora in grado di leggere e interpretare dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto, email, appunti di riunioni e dati CRM, e di produrre in pochi minuti un piano fiscale personalizzato per il cliente del consulente. Il tutto a un prezzo molto contenuto.
Il mercato non ha aspettato analisi approfondite: ha venduto. A Wall Street Charles Schwab e LPL Financial hanno lasciato sul terreno oltre il 7-8%. Il contagio è arrivato immediatamente a Piazza Affari: Finecobank ha arretrato del 9,05%, Banca Generali del 7,59%, Banca Mediolanum del 9,52% e Azimut di circa il 4,5%. Un ribasso corale innescato, va detto, da una startup che, per quanto interessante, non ha ancora un euro di utile e serve esclusivamente il mercato americano dei consulenti indipendenti, una categoria che in Italia semplicemente non esiste nella stessa forma.
Il Cash Collect sul risparmio gestito italiano
Quando quattro pilastri del risparmio gestito italiano scivolano ben al di sotto di quello che i fondamentali giustificherebbero, si crea la condizione ideale per fissare strike price a livelli di protezione storicamente generosi. BNP ha fatto esattamente questo con il nuovo Memory Autocall Cash Collect con ISIN XS3266614224 costruito su un basket di qualità assoluta. Parliamo di Azimut, Banca Mediolanum, Fineco e Intesa Sanpaolo: non semplici intermediari finanziari, ma colonne portanti del risparmio degli italiani, con milioni di clienti, reti commerciali radicate sul territorio da decenni e modelli di business che hanno attraversato tempeste ben più serie di un comunicato stampa da San Francisco. L'idea che un algoritmo possa spazzare via in pochi trimestri la fiducia costruita consulente per consulente, famiglia per famiglia, è un'iperbole che fa comodo ai mercati per giustificare un movimento di breve, non una previsione credibile sul futuro del settore.
La vera domanda per chi investe non è se l'AI sostituirà i gestori, dibattito affascinante ma dai tempi lunghissimi e dall'esito tutt'altro che scritto. La vera domanda è più concreta: questi titoli, a questi prezzi, con queste barriere, offrono un rapporto rischio/rendimento interessante? La risposta è sì, e nei prossimi paragrafi vi spieghiamo perché.
10% annuo e barriere al 55%
Il certificato ISIN XS3266614224 è stato emesso sul mercato secondario il 23 febbraio dall'emittente francese di alto profilo BNP Paribas (Rating: S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+). Il prodotto paga premi mensili con memoria dello 0,85% (10,2% annuo) condizionati al rispetto di una barriera premi al 55% degli strike, fissati alla chiusura del 24 febbraio.
Questo significa che, a ogni data di osservazione mensile, se nessun titolo del basket worst of avrà perso più del 45% dal rispettivo valore iniziale, il certificato paga la cedola mensile da 0,85 euro visto il valore nominale di 100 euro. In caso contrario, la cedola non viene pagata ma rimane custodita in memoria, pronta a essere recuperata non appena la condizione di pagamento tornerà a essere soddisfatta.
La barriera al 55% è valida anche a scadenza, offrendo quindi una protezione significativa del capitale investito. In sostanza, l'investimento si chiuderà in pieno profitto se alla data di osservazione finale (26 febbraio 2029) tutti i titoli del basket quotano sopra la barriera al 55% degli strike (protezione fino a perdite del 45% dei sottostanti).
Durata 3 anni ma Autocall da dicembre 2026
La durata del certificato ISIN XS3266614224 è di tre anni ma prevede la possibilità di essere rimborsato anticipatamente in modo automatico (Autocall) a partire dal nono mese (dicembre 2026). Il meccanismo è semplice: a ogni data di osservazione mensile, se tutti i titoli del basket quotano sopra o allo stesso livello del trigger Autocall di riferimento per quella data, il certificato viene rimborsato anticipatamente al valore nominale di 100 euro, più l'ultima cedola ed eventuali cedole custodite in memoria.
Per rendere più probabile il rimborso anticipato nei mesi successivi, il trigger dell'Autocall è decrescente: parte dal 100% degli strike a novembre 2026 e poi si riduce progressivamente dell'1% mensile fino al 74%.
Calendario premi e Autocall ISIN XS3266614224:
Scenari a scadenza
Se il certificato (ISIN XS3266614224) non verrà richiamato anticipatamente, alla data di osservazione finale (26 febbraio 2029) si verificheranno due possibili scenari:
- Se tutti i titoli sono sopra la barriera al 55%, il certificato rimborsa i 100 euro di nominale, paga l'ultima cedola e tutte le eventuali cedole in memoria. L'investitore avrà incassato un rendimento complessivo del 30,6% lordo.
- Se il titolo peggiore del basket Worst of si troverà sotto la barriera al 55%, il rimborso sarà proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, se il worst of dovesse chiudere a scadenza con una perdita del 60% dal suo strike iniziale, il certificato rimborserà 40 euro (40% del nominale). A questi andrebbero comunque aggiunte tutte le cedole già incassate durante la vita del prodotto.
La matrice mostra correlazioni elevate e omogenee (0,68–0,80) tra i quattro titoli, coerentemente con il fatto che operano tutti nel medesimo ambito finanziario (banking e asset/wealth management). La maggiore vicinanza si osserva tra FinecoBank e Banca Mediolanum (0,80), mentre Azimut presenta correlazioni leggermente inferiori ma comunque solide.
Per un certificato con struttura Worst Of, una correlazione elevata è generalmente positiva: riduce il rischio di divergenze marcate tra i sottostanti e limita la probabilità che un singolo titolo si discosti significativamente dagli altri, favorendo una dinamica più omogenea del basket. In termini di volatilità implicita a 3 mesi, FinecoBank (31,48%) è la più volatile, mentre Intesa Sanpaolo (26,00%) si conferma la più difensiva.
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