COMUNICAZIONE DI MARKETING
Nuovi CLC di BNP su UniCredit e Intesa: premi fino al 4,67% annuo
Nuove CLC su UniCredit e Intesa Sanpaolo (SUB). Premi trimestrali fino al 4,67%, durata di 10 anni e Callabily da luglio 2029

Tornano sotto i riflettori i Credit Linked Certificate con due nuove emissioni di BNP Paribas, entrambe legate al merito di credito di principali banche italiane. Si tratta degli ISIN XS3266627044, con reference entity UniCredit (subordinato), e dell'ISIN XS3266626582, con reference entity Intesa Sanpaolo (subordinato).
Due prodotti gemelli per struttura, con scadenza gennaio 2036, Callable annualmente dal terzo anno (luglio 2029) e premi annui rispettivamente del 4,67% e del 4,60%, pagati con frequenza trimestrale.
In un contesto di tassi stabilizzati e spread creditizi ancora interessanti sul comparto bancario, si tratta di strumenti che consentono di ottenere flussi periodici superiori al 4,5% annuo assumendo un rischio legato esclusivamente al credito, e non all’andamento azionario.
Scheda prodotto ISIN XS3266627044 su UniCredit (SUB):
Scheda prodotto ISIN XS3266626582 su Intesa Sanpaolo (SUB):
Ma come funzionano le CLC?
I Credit Linked Certificate non sono prodotti equity-linked ma strumenti che replicano, tramite CDS (Credit Default Swap), il merito di credito della reference entity. In assenza di evento di credito, il funzionamento è analogo a quello di un’obbligazione: pagamento di premi periodici incondizionati e rimborso del 100% del nominale a scadenza.
Una scelta, quella delle Credit Linked, che ha molto senso per diverse ragioni ed in particolar modo per chi ha una propensione al rischio medio-bassa. Infatti, anche guardando il KID dei due prodotti emerge che il livello di rischio è di 4 su 7 per l’ISIN XS3266627044 e 3 su 7 per ISIN XS3266626582. Del resto, questi strumenti, permettono un ottimo livello di diversificazione per asset class all’interno del portafoglio in certificati perché non sono collegati all’equity ma al merito di credito della società. Dunque, con un rischio nettamente inferiore ai prodotti su equity, migliorando anche il livello di decorrelazione del portafoglio.
I CLC di BNP Paribas su UniCredit e Intesa Sanpaolo
I due prodotti sono strutturalmente gemelli:
La Callability significa che, a partire da luglio 2029 e con cadenza annuale, l’emittente potrà decidere se rimborsare anticipatamente il certificato al 100% del nominale, pagando contestualmente l’ultimo premio maturato.
Il calendario delle date di pagamento e di rimborso anticipato vale per ambo i prodotti:
Non sono previste barriere per il pagamento delle cedole: il flusso è incondizionato, salvo evento di credito. Il meccanismo a scadenza è analogo a quello di un bond.
Le reference entity sono le due principali banche italiane, entrambe con solidi coefficienti patrimoniali e forte presenza domestica ed europea. L’esposizione è sul credito subordinato, elemento che aumenta il rendimento rispetto al senior ma implica una struttura di rischio più elevata in caso di evento di credito. Proprio per questo, il premio annuo si posiziona su livelli interessanti nell’attuale contesto di mercato.
L’investitore assume dunque un doppio rischio di credito: il primo è quello della reference entity (UniCredit o Intesa); e in secondo luogo, come con tutti i certificati, quello dell’emittente BNP Paribas (Rating del garante: S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+).
Punti di forza e debolezza delle CLC
Approfondiamo ora i punti di forza e rischi di questo prodotto, ma rimandiamo per una trattazione molto completa su come vengono strutturati, sensitivity alle componenti chiave e in generale tutto quello che c’è da sapere al nostro approfondimento dedicato, pubblicato sulla pagina formazione di Websim al link.
Se non fosse ancora chiaro diciamo subito che un CLC nella versione bullet, dunque nella versione più classica, se durante la vita del prodotto non si verifica l’evento di credito, funziona esattamente come un bond. Paga dei premi e alla scadenza rimborsa il valore nominale. Ma con dei vantaggi importanti:
- Efficienza fiscale: essendo certificati, le cedole dei CLC sono redditi diversi e non redditi di capitale, come le cedole delle obbligazioni. La tassazione è al 26% per i CLC (così come per i bond corporate sottostanti), e le plusvalenze generate possono essere utilizzate per compensare minus nello zainetto fiscale. Il prodotto è quindi fiscalmente più efficiente di un’obbligazione. Su questo punto ci teniamo però a consigliare di fare sempre un passaggio con la propria banca depositaria perché ci sono diverse interpretazioni in materia fiscale sulla questione della compensazione ed inoltre, da sapere sempre bene, che tipo di compensazione viene effettuata, se immediata o a scadenza.
- Yield Enhancement: un CLC tendenzialmente riesce a pagare qualcosa di più rispetto al rendimento dell’obbligazione sottostante. Questo perché al rendimento del CDS si aggiunge il funding dell’emittente (ed ecco perché il doppio rischio di credito).
- Flessibilità: le CLC sono molto più flessibili della reference entity sottostante. Infatti, il taglio può essere di 1.000 euro vs tagli anche da 100.000/200.000 euro di tante obbligazioni corporate, soprattutto subordinate.
- Diversificazione del portafoglio: legato al punto sopra, si evidenzia l’utilità dei CLC che consentono all’investitore di acquisire esposizione su svariate combinazioni di obbligazioni, scadenze e rendimenti. Aiutano quindi l’investitore nella diversificazione del portafoglio. Effettivamente ha senso inserire entrambi i prodotti insieme in portafoglio per diversificare il rischio.
Evento di Credito
Come dicevamo, i CLC hanno due rischi: il rischio di credito legato alla reference entity sottostante e il rischio di fallimento dell'emittente (come tutti i certificati). Affinché tutto proceda come da programma, non dovrà esserci un evento di credito sulla reference entity e il fallimento dell’emittente.
Rimandiamo al nostro approfondimento per ulteriori dettagli ma ricordiamo che per evento di credito si intende uno di questi eventi:
- Procedura concorsuale/insolvenza,
- Mancato pagamento,
- Ristrutturazione del debito,
- Intervento governativo,
- Decadenza dal beneficio del termine,
- Ripudio/moratoria
- Inadempimento di un’obbligazione.
In questi casi, viene stabilito dall’ISDA, ovvero l’International Swaps and Derivatives Association, che è l’organismo che regola il mondo dei derivati sottostanti il prodotto (CDS), quale sarà il tasso di recupero. Ovvero quanto effettivamente riprenderà l’investitore. Questa percentuale può variare dallo 0% al 100%. Quindi, in caso di evento di credito, l’intero capitale investito è a rischio. Questo è bene saperlo. In tal caso, il pagamento del capitale residuo verrà pagato alla scadenza naturale del prodotto.
COMUNICAZIONE DI MARKETING
In questo articolo
Advertisement

Disclaimer
I Certificati ISIN XS3266627044 e ISIN XS3266626582 sono soggetti rispettivamente ad un livello di rischio pari a 4 e 3 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.
La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.
Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: Clicca qui e qui.
Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.


