Emak - Utile 2025 più che raddoppiato a 14,2 milioni

Sul fronte della redditività, l’EBITDA adjusted è salito a 67,6 milioni di euro, pari all’11% dei ricavi, rispetto ai 62,2 milioni (10,3%) dell’anno precedente

Autore: Redazione
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Emak - gruppo attivo nei settori dell’outdoor power equipment, delle pompe e del water jetting - ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati pari a 612,5 milioni di euro, in aumento dell’1,8% rispetto ai 601,9 milioni del 2024. La crescita è stata trainata dall’incremento organico delle vendite (+3,1%), parzialmente compensato dall’effetto negativo dei cambi (-1,3%).

Sul fronte della redditività, l’EBITDA adjusted è salito a 67,6 milioni di euro, pari all’11% dei ricavi, rispetto ai 62,2 milioni (10,3%) dell’anno precedente. Il miglioramento riflette soprattutto un mix di vendita favorevole e la leva operativa legata ai maggiori volumi, nonostante un contesto caratterizzato da costi in aumento.

L’EBIT si è attestato a 34,4 milioni di euro (5,6% dei ricavi), contro i 24,4 milioni del 2024. Il confronto risente anche di una svalutazione dell’avviamento per 4,4 milioni registrata lo scorso anno: escludendo tale componente, l’utile operativo 2024 sarebbe stato pari a 28,8 milioni.

L'utile netto consolidato si è attestato a 14,2 milioni di euro, rispetto ai 6,5 milioni nel 2024. Il risultato ha beneficiato della riduzione degli oneri finanziari, scesi a 13,2 milioni dai 18,1 milioni dell’anno precedente, grazie al calo dei tassi di interesse e al minor indebitamento medio. La gestione cambi ha invece registrato un impatto negativo di 3,5 milioni, legato all’indebolimento del dollaro rispetto all’euro.

"I risultati 2025 evidenziano una crescita di ricavi e margini e un miglioramento della leva finanziaria in linea con le aspettative, e confermano la consistenza della nostra strategia di creazione di valore per gli stakeholder del gruppo", ha commentato l'ad Luigi Bartoli.

La posizione finanziaria netta passiva si attesta a 194,4 milioni di euro, rispetto a 210 milioni al 31 dicembre 2024. Il dato include 40,7 milioni legati all’applicazione del principio contabile IFRS 16 e 4,5 milioni di debiti finanziari per l’acquisto di quote residue di minoranza. Il miglioramento è dovuto principalmente a una maggiore capacità di autofinanziamento, a una gestione più efficiente del capitale circolante e a un livello di investimenti inferiore rispetto all’anno precedente.

Proposta di dividendo

Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti del 21 aprile 2026 la distribuzione di un dividendo di 0,03 euro per azione, con pagamento previsto il 3 giugno 2026 (stacco cedola il 1° giugno e record date il 2 giugno). L’importo corrisponde a un pay-out di circa il 36% dell’utile netto di gruppo.



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